Sentenza (immagine d'archivio)
Sentenza (immagine d'archivio)

Rovigo, 5 giugno 2020 - E' stata condannata a 12 anni di reclusione Ana Plamadeala, la donna moldava di 30 anni, residente a Rovigo  accusata di maltrattamenti nei confronti del figlio aggravati dal fatto che il piccolo, di appena 9 mesi, secondo le perizie medico legali, sarebbe morto morto proprio a seguito della violenza subita.

A deciderlo è stata la Corte d'Assise del tribunale di Rovigo, presieduta dal giudice Angelo Risi. Il bambino, Daniel, di appena 9 mesi è deceduto il 5 febbraio del 2016 ma la morte cerebrale risale a qualche giorno prima, il 23 gennaio.

A dare l'allarme era stata la madre che aveva chiamato da casa il 118, Daniel era stato ricoverato all'ospedale di Rovigo e poi trasportato in elicottero all'ospedale di Padova dove poi è morto. Si è trattato di una shaken baby syndrome, cioè il bambino sarebbe stato scosso violentemente dalla madre ma era troppo piccolo perché i muscoli del collo reggessero quell'urto.

Ana Plamadeala e il marito vivono ancora a Rovigo ed ora hanno una bambina di 2 anni.