Carlo Cavriani
Carlo Cavriani

Rovigo, 10 agosto 2014 - QUANDO vedi quello che è accaduto l’altra sera ad Adria, quando centinaia di giovani si sono stretti assieme per un unico obiettivo, allora pensi che bisogna seguire certi segnali che danno speranza. Pensi che un futuro possibile c’è ed ha un nome: terzo settore. E degli attori protagonisti, ma troppo spesso non riconosciuti: i giovani. 

Sono tanti quelli che fanno volontariato e che si occupano di sociale, molti quelli che si autorganizzano e si mettono insieme, anche al di fuori delle classiche organizzazioni di volontariato. 
I giovani che fanno della solidarietà pane quotidiano, con una voglia matta di cambiare il paese dove vivono, esistono e uno spaccato di questo mondo così bello si è visto ad Adria al contest Sami, uno dei principali appuntamenti europei sul primo soccorso, una manifestazione rivolta ai giovani e al volontariato.

Tanti i ragazzi che si sono riversati nelle piazze desiderosi di raccontare la propria esperienza, mettendo in relazione la storia di ognuno per scrivere un vissuto collettivo da far conoscere e da cui ripartire. Sono delusi dalla politica, alcuni studiano, altri si alternano tra lavori precari e altri ancora sono disoccupati, ma vedono nel terzo settore e nel fare rete la possibilità di investire, di crescere e di trovare, magari, anche un’occupazione.