"Le partite Iva sono i nuovi ebrei", questa la scritta comparsa sui muri del palazzo dell’Agenzia delle Entrate, nella giornata anniversario della Liberazione d’Italia. Ancora ignota l’identità del vandalo, la speranza delle forze dell’ordine è di riuscire ad identificarlo grazie alle telecamere di sorveglianza. Una scritta che è immediatamente rimbalzata sui social raccogliendo pareri contrastanti. Molti i cittadini che hanno valutato il gesto grave e vergognoso, soprattutto perché comparso in una giornata storicamente importante. Altri invece lo hanno difeso, interpretandolo come una metafora della persecuzione degli ebrei o del loro uso come capro espiatorio. "Condanniamo questo gesto e speriamo che le telecamere possano rivelare l’identità di questa persona - ha commentato il sindaco Edoardo Gaffeo -. Il palazzo è privato, dovremo capire come organizzarci per la rimozione". Sdegno dal segretario della Cisl Samuel Scavazzin: "Difficile infilare tante stupidaggini in così poche parole – dice –. La scritta comparsa si commenterebbe da sola, se non fosse che chiama in causa l’immane tragedia del genocidio del popolo ebraico e merita pertanto una condanna esplicita e senza appello".