La protesta, nel marzo scorso, dei dipendenti della Cna (Foto Donzelli)
La protesta, nel marzo scorso, dei dipendenti della Cna (Foto Donzelli)

Rovigo, 14 giugno 2018 - "Due giorni fa hanno fatto un’assunzione. Si sono giustificati dicendo che serviva una figura laureata. Noi invece siamo allibiti". Queste parole sono di Marco Bodon, referente locale della Cisl che da pochissimo è il responsabile per conto del sindacato del fascicolo Cna che ha rilevato dall’ex titolare Diego Marcomini. Cna, l’associazione polesana di artigiani con più iscritti, ha licenziato 3 persone all’inizio dell’anno. A marzo poi ha avviato una procedura di licenziamento per altre 15. Alla fine ne ha licenziate 13. Quindi in totale, nel 2018, i licenziamenti sono stati 16

L’organico complessivo era di 65 dipendenti, diventati 62 dopo i primi 3 licenziamenti e prima dell’ultima procedura. Di quesi 10 erano in carico alla Cna direttamente, 46 al Caf e 6 ad un’altra società, Cesap. Ora però i dipendenti non sono 49. Sono diventati 50 grazie all’assunzione della 'figura laureata' che dovrebbe cominciare il lavoro proprio oggi. "A casa sono rimaste persone di 50-55 anni con venti o trent’anni di esperienza alle spalle, e adesso fanno un’assunzione, non reintegrano nessuno perché vogliono una laureata. Non ho parole — continua Bodon —. Ora a fronte dei sacrifici ci aspettiamo un piano industriale credibile che non ci porti tra qualche mese ad un altra proposta di esuberi".

Degli ultimi 13 esuberi 11 hanno incassato l’incentivo, cioè dei soldi in cambio della rinuncia a impugnare il licenziamento, 2 invece si sono muniti di avvocato e probabilmente intenteranno una causa di lavoro. Il direttore è Alessandro Monini dal 2007, con esperienze precedenti fin dagli anni Ottanta. Il presidente, al secondo mandato grazie alla rielezione dell’anno scorso, è David Gazzieri. Al suo fianco ben sei vice: Luca Bedendo, Emanuela Carlini, Mariano Donegà, Massimo Fidelfatti, Sabrina Formica e Lorenzo Masarà. Altri sette iscritti fanno parte della direzione provinciale. La struttura interna è molto articolata con una forte presenza, anche fisica, sul territorio. Oltre alle due sedi di Rovigo, ce ne sono una a Lendinara, una a Castelmassa, Occhiobello, Adria e Porto Viro.

È da almeno sette anni che vengono percorse diverse strade nel tentativo di mantenere la pianta organica inalterata. Anche chiedendo ripetutamente sacrifici economici ai lavoratori. Ma i nodi sono arrivati al pettine. I vertici, assieme ad avvocati e consulenti, hanno optato la decisione estrema: i licenziamenti. L’alternativa pare sarebbe stata la chiusura definitiva dell’associazione tra qualche anno. Cna aveva spiegato che ormai sono orami troppi anni che il bilancio non viene chiuso in positivo.

Fino a sette o otto anni fa circa le aziende di artigiani socie della Cna in provincia di Rovigo erano 2 mila e 600 circa. Se ne sono andate in 500, tra chi ha chiuso, chi è fallito, chi non ce la fa più. E moltissime di quelle rimaste hanno difficoltà faticano a pagare i contributi, i dipendenti e i fornitori, oltre alla quota associativa. Il protrarsi della crisi bussa anche negli uffici dell’associazione che proprio in Polesine vanta un radicamento maggiore, in proporzione, rispetto al resto del Veneto.