Massimo Bergamin
Massimo Bergamin

Rovigo, 1 febbraio 2019 - La Giunta comunale è stata azzerrata. Il sindaco Massimo Bergamin, ieri pomeriggio, ha mandato a casa tutti gli assessori e si è ripreso le rispettive deleghe. Tutto da rifare, insomma. «Si è ritenuto di dover procedere alla revoca della nomina dei componenti della Giunta comunale – spiega il sindaco in una nota  – dando atto che questa revoca si basa su valutazioni di opportunità politica-amministrativa a seguito di verifica politica e che non si tratta di atto sanzionatorio, né di atto che riguarda motivi personali o professionali legati ai singoli assessori, ma di un provvedimento dettato oltre che da valutazioni politiche anche a garanzia della coesione e della unitarietà della azione di governo con il preciso obiettivo di perseguire con piena efficienza il programma politico e di rilanciare l’azione politico-amministrativanell’esclusivo interesse pubblico, a favore della cittadinanza e nel rispetto del buon andamento e della imparzialità della pubblica amministrazione».

Il sindaco  ha deciso dunque di piegarsi alle richieste degli alleati di Forza Italia, Obiettivo Rovigo e dello stesso gruppo consiliare della Lega.  Nei giorni scorsi infatti la maggioranza lo aveva messo con le spalle al muro, chiedendogli di ridisegnare la giunta, visti «i mancati risultati raggiunti durante i quasi 4 anni di mandato sul fronte, in particolare dell’Urbanistica e dei Lavori pubblici». A pesare maggiormente sulla testa del sindaco, l’attacco del suo stesso gruppo, gli 8 consiglieri del Carroccio, che negli ultimi giorni non hanno risparmiato al primo cittadino critiche  sul fronte delle scelte relative alla viabilità adottate dall’assessore Luigi Paulon, sullo stato disastroso delle strade ancora piene di buche e,  da ultimo, sull’assessore alla cultura Alessandra Sguotti in merito «a soldi pubblici spesi per organizzare festicciole di carnevale per pochi». Ora, il sindaco ha 15 giorni di tempo per dare vita ad una nuova squadra.

Pronti ad entrare in giunta ci sarebbero dunque i consiglieri  Stefano Raule e Andrea Denti,  mentre sul fronte degli Azzurri, accanto all’ormai ex sindaco Andrea Bimbatti, rispunta il nome della numero uno di Asm set Cristina Folchini a cui potrebbe essere affidato il Commercio. La Lega però alza il tiro: «Non servirà spostare le poltrone degli assessori - spiega l’ ex commissario della Lega Stefano Raule -, serve un cambiamento radicale per raggiungere obiettivi entro i prossimi 12 mesi.

La revisione deve essere fatta anche negli uffici e nelle Partecipate». Direttive che, secondo i ben informati, sarebbero arrivate dai vertici regionali della Lega, non soddisfatti dell’operato della giunta Bergamin nel capoluogo.   «Il fatto che il sindaco azzeri  la Giunta senza rassegnare le proprie dimissioni - secondo il consigliere di minoranza Silvia Menon - sta a significare che è in completa balia dei desideri dei partiti. Dopo 4 anni di nulla è un ancor più triste epilogo, temo la nuova Giunta sarà pure peggiore della precedente. Sarebbe più onorevole dare le dimissioni». Chiede le dimissioni del sindaco anche il consigliere regionale del Pd Graziano Azzalin: «Quanto accaduto è il simbolo del fallimento politico di Bergamin - afferma Azzalin- .Non ci sono più prove di appello, è stato sfiduciato dal suo stesso partito. Occorre tornare al voto per ridare linfa a una città esangue e accartocciata su se stessa, in balia degli strappi di chiunque e in preda agli appetiti dei singoli».