Edoardo Gaffeo con Mirella Zambello uno dei futuri assessori (Donzelli)
Edoardo Gaffeo con Mirella Zambello uno dei futuri assessori (Donzelli)

Rovigo, 11 giugno 2019 - La squadra di Edoardo Gaffeo è servita. Eccola: Roberto Tovo, ex presidente del Cur, Giuseppe Favaretto, direttore sportivo della società Rugby Rovigo e direttore multiutility Veritas a Venezia, Mirella Zambello, docente universitaria Ca’ Foscari e presidente dell’ordine assistenti sociali del Veneto, Dina Merlo, insegnante ed esperta di agraria, Erika Alberghini, insegnante specializzata in management culturale e museale, Andrea Pavanello, commercialista, e Luisa Cattozzo, responsabile ufficio Gis e sistema territoriale informativo della Provincia. «Come ho promesso – afferma il nuovo sindaco – la mia giunta sarà composta da sette assessori, quattro sono esterni, mentre tre rappresenteranno le liste che l’hanno supportato in campagna elettorale vale a dire la Civica Gaffeo, Partito democratico e Forum dei Cittadini».

Ballottaggio Rovigo 2019, Gaffeo è il nuovo sindaco / FOTO

Nello scegliere quale criterio ha prevalso, competenza o umanità?

«C’è il criterio della competenza, si tratta di sette persone che stimo molto e se vogliano parlare di umanità questo criterio sta nella stima e nella consapevolezza che daranno il massimo nel loro ruolo. L’idea è di fare un tipo di squadra che non si vedeva da anni, persone disponibili a fare un lavoro straordinario»

Roberto Tovo, ex presidente del Cur, è l’emblema di questa selezione qualitativa?

«Il professore Tovo, mi sento di ringraziarlo personalmente, ha condiviso la lista e mi dato la sua disponibilità totale. Le sue competenze saranno fondamentali così come le competenze delle altre persone chiamate a far parte della mia squadra»

Ci sono quattro donne, scelta fatta per legge?

«La scelta è stata fatta ancora una volta in base alla loro grandi competenza, non è stato applicato nessun manuale Cencelli di genere».

Qual è la miscela che identifica la scelta dei nuovi assessori?

«La conoscenza approfondita della macchina amministrativa, la propensione all’innovazione. Stiamo parlando di una giunta nella quale trovano posto quattro persone che hanno conseguito il dottorato di ricerca nei loro ambiti di competenza»

E’ una giunta, diciamo così, ad alta definizione rispetto a quella Bergamin. La gente se ne accorgerà?

«Sul piano personale non esprimo giudizi su chi mi ha preceduto. Devo dire che sono convinto che noi lavoreremo al servizio della città e spero di essere riuscito a far capire alle persone con cui ho parlato che avere speso una vita in accademia non incide in nessun modo sul capire i reali bisogni della gente»

Sarà quindi un sindaco popolare?

«Il nostro compito è gestire una comunità, questo è il faro che utilizzeremo per muovere le nostre azioni, quindi competenza e capacità al servizio della città».