Rovigo, 22 luglio 2018 - "Non mi sento un privilegiato. Se avessi saputo che dopo 25 anni non mi sarebbero stati riconosciuti i diritti non avrei scelto di fare politica. Avrei fatto la carriera professionale. La mia dichiarazione dei redditi rispetto a quella dei miei soci è inferiore e siamo partiti assieme. Non posso essere danneggiato a posteriori. Nella mia vita ho sempre ragionato per guadagnare un euro in più».

Sfogo di Luca Bellotti venerdì sera alla trasmissione «La Zanzara» su Radio24. L’ex parlamentare polesano farà ricorso contro il taglio dei vitalizi.

Bellotti, 60 ANNI, di Trecenta, è stato eletto consigliere regionale nel 1995, dal 1999 ha ricoperto l’incarico di assessore, in Regione, confermato dopo le elezioni del 2000 ma nel 2001, eletto la prima volta alla Camera, ha iniziato la carriera in parlamento dove è stato rieletto nel 2006 e nel 2008 per chiudere l’esperienza nel 2013. Il suo percorso era iniziato in Alleanza Nazionale, poi Pdl. Bellotti è balzato alle cronache nazionali per il suo passaggio con Fli (il partito di Fini) nato per la rottura tra l’ex leader An e Berlusconi.

Pochi mesi più tardi il deputato di Trecenta è tornato sui propri passi e il 5 maggio del 2011, primo polesano dopo Antonio Bisaglia, è entrato nel governo Berlusconi con il ruolo di sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il giorno in cui Berlusconi si è salvato dalla sfiducia promossa da Fini (14 dicembre 2010), 314 voti contro 311, Bellotti aveva votato sì alla sfiducia. Il suo lavoro, prima della politica a tempo pieno, era quello di imprenditore nel settore primario. «Come te la passi con il vitalizio? Sta finendo la pacchia?». Ha esordito così Cruciani venerdì.

«I miei problemi sono due. Il primo che ho superato i 60 anni per cui mi girano profondamente i coglioni. Il secondo problema mio è che devo cambiare il finestrino della mia macchina, una Rolls Royce, non lo riesco a trovare. Un’auto dell’84-85».

Per gli anni in Parlamento l’importo dell’assegno, lordo, è di 6 mila 400 euro circa. In più per Bellotti c’è quello da consigliere regionale, circa 1.700 euro netti. «Sicuramente faccio causa — ha affermato —. Da qualche mese ho due vitalizi. In tutto sui 4-5 mila euro al mese netti, non guardo mai l’estratto conto. Sono sopra la linea di galleggiamento per cui fin quando c’è acqua si nuota. I vitalizi mi servono per fare le mie cose, per quella che è la mia quotidianità — ha continuato l’ex An —. Adesso come adesso rappresentano la metà dei miei introiti ma uno non può pensare di lavorare per l’eternità. A chi non fa comodo avere delle risorse in più? A meno che non ci siano dei francescani ma non mi sembra di vederne molti in giro».

Poi se l'è presa con i giovani. «Mi spieghino nella loro vita che cos’hanno fatto. Uno di 30 anni cos’ha dimostrato al paese o dal Popolo? Come se i miei figli volessero insegnarmi il percorso della vita. Prima studia, impara, lavora. Si tratta di incapacità addestrata, di una vendetta conto la classe politica», ha proseguito Bellotti attaccando il ministro dell’Interno e leader della Lega: «Salvini è il più grande traditore del centrodestra, altroché Fini. Qual è l’organizzazione sociale dove chi è a capo prende meno degli altri? Se mi dicevi che non c’era un riconoscimento io non mi sarei proprio avvicinato alla politica siccome il mio obiettivo è la mia famiglia».

Infine è tornato sul ricorso contro il taglio dei vitalizi deciso dal nuovo governo a maggioranza Lega e Movimento 5 stelle. «Mi divertirò — ha concluso Bellotti —. Lo faccio perché sono a conoscenza di situazioni che gridano vendetta. Macché giustizia, questo è l’inizio della demolizione della democrazia».