"Ero allo stadio domenica e non ho sentito nessun tipo di offesa, sicuramente non da parte della tifoseria organizzata, e di certo non di tipo discriminatorio. Rigetto le accuse e trovo ingiusto una sanzione così pesante, e non mi riferisco all’ammenda a 2 mila euro, ma alla chiusura dello stadio per la prossima partita casalinga". A parlare è il primo cittadino di Porto Tolle, Roberto Pizzoli, stupito dalla decisione del giudice sportivo dopo la partita tra Delta e Arzignano. "Una partita, tra l’altro corretta, agonisticamente tirata come è ovvio che sia in queste categorie, ma assolutamente priva di...

"Ero allo stadio domenica e non ho sentito nessun tipo di offesa, sicuramente non da parte della tifoseria organizzata, e di certo non di tipo discriminatorio. Rigetto le accuse e trovo ingiusto una sanzione così pesante, e non mi riferisco all’ammenda a 2 mila euro, ma alla chiusura dello stadio per la prossima partita casalinga". A parlare è il primo cittadino di Porto Tolle, Roberto Pizzoli, stupito dalla decisione del giudice sportivo dopo la partita tra Delta e Arzignano. "Una partita, tra l’altro corretta, agonisticamente tirata come è ovvio che sia in queste categorie, ma assolutamente priva di episodi particolari, tantomeno di tipo razzista. Oltretutto, nella rosa del Delta ci sono alcuni giocatori di colore e quindi rinnego con assoluta fermezza l’idea che la tifoseria del Delta sia razzista. L’unica ipotesi può essere quella di uno spettatore isolato che abbia detto qualcosa e che il commissario di campo abbia recepito, ma da qui a condannare un’intera tifoseria e chiudere le porte allo stadio per la prossima gara mi pare eccessivo ed ingiusto". Sorpresa anche la società per la pesante decisione del giudice sportivo. "Stiamo valutando – dice Lorenza Visentini, direttore generale del Delta – il reclamo, ma non potendo utilizzare la prova video risulterà difficile far cambiare la decisione. Quello che è assurdo e che non c’è stata alcuna espressione rivolta verso i giocatori avversari, tantomeno discriminanti per motivi di razza. L’arbitro non ha mai fermato il gioco per aver sentito frasi discriminanti, lo stesso assistente sotto la tribuna non ha mai segnalato nulla durante la partita e nel referto non c’è nulla in riferimento ad avvenimenti di questa gravità. La nostra società e la sua tifoseria hanno grandi principi basati sull’educazione e sul rispetto. L’unica spiegazione che mi posso dare è che l’osservatore possa aver sentito un singolo soggetto in tribuna pronunciare qualche frase discriminatoria, ma doveva semmai riferire alle forze dell’ordine sempre presenti allo stadio, le quali avrebbero provveduto ad identificarlo. Mi sembra strano che nessuno della terna e l’osservatore stesso con cui abbiamo scambiato qualche parola a fine gara non abbiano fatto presente quanto successo e sentito (a questo punto sola da loro, visto che nemmeno la Digos che filma la tribuna ha provveduto a segnalare la cosa). Inspiegabile come una terna senta delle espressioni razziste e non fermi il gioco! Ma dopotutto, abbiamo avuto qualche anno fa a Chioggia un trattamento altrettanto strano, quando dalla tribuna tre personaggi insultarono Assane Mboupe con frasi razziste e il giocatore andando verso l’arbitro per evidenziare il fatto venne espulso. Siamo abbastanza sorpresi dal comunicato. Si pensi solo alle tre giornate comminate ad un nostro giocatore che aveva preso un pugno visto da tutti da un giocatore avversario". Il giocatore deltino è Michele Foschi, espulso assieme a Ivo Molnar dell’Arzignano, con la medesima motivazione, cioè quella di "avere, a gioco fermo, colpito un calciatore avversario con un pugno al ventre".

Cristiano Aggio