Avevamo un telefonino, per chiamare e mandare sms. Avevamo un iPod, e lo usavamo per ascoltare musica. Avevamo un’agenda, quasi sempre di carta. Avevamo computer da tavolo o portatili, e li usavamo per mandare mail e navigare su internet. Avevamo macchine fotografiche digitali, che utilizzavamo soprattutto in vacanza.Tante funzioni, tanti oggetti diversi.

Un’era che è finita il 9 gennaio 2007, quando Steve Jobs ha presentato il primo iPhone. E niente è più stato come prima, perché niente ha cambiato la nostra vita quotidiana negli ultimi anni come gli smartphone. Quell’oggetto che Jobs mostrava per la prima volta al pubblico, dal palco di Cupertino vicino a San Francisco, è arrivato in realtà nei negozi americani dopo sei mesi, e in quelli di tutto il mondo l’anno dopo. E a seguire, sempre nuovi modelli, nuove funzioni, nuove app. Non solo in casa Apple: dopo un iniziale spaesamento, la concorrenza ha lavorato sodo per recuperare, e quando compriamo uno smartphone oggi abbiamo l’imbarazzo della scelta.

Steve Jobs aveva la capacità straordinaria di immaginare un futuro che non esisteva, di anticipare i bisogni che il pubblico non sa di avere e di realizzarli coniugando tecnologia, design e facilità d’uso. Lo aveva fatto negli anni '80 con il Mac, il computer semplice da usare, e a inizio anni 2000 con l’iPod e lo avrebbe fatto di nuovo con l’iPad nel 2010.

Ma l’iPhone è stato davvero la rivoluzione più importante. Ha spostato l’asticella così in alto da costringere la concorrenza a rincorrere per almeno un paio d’anni: se un oggetto così bello e così semplice esisteva e funzionava, chi restava indietro era perduto. Ha creato un mondo parallelo, quello delle app, che non esisteva. Ha imposto ai gestori telefonici di tutto il mondo la realizzazione di reti sempre più veloci, sempre più potenti, e prezzi sempre più accessibili.

Soprattutto ha cambiato le regole del gioco sul web, cambiando il modo coi cui miliardi di persone, in tutto il mondo, utilizzano internet: in mobilità, nel palmo di una mano. Oggi controlliamo la posta e il conto in banca, guardiamo le news, ci raccontiamo sui social network, giochiamo, chattiamo, ascoltiamo musica, facciamo shopping, scattiamo foto e giriamo video che mandiamo in diretta sul web, leggiamo libri, guardiamo il meteo e prenotiamo ristoranti e viaggio: tutto col telefonino. Dall’alba al tramonto, dal tramonto all’alba, 365 giorni all’anno, sempre e ovunque. Ma non solo: esistono i primi sistemi di borsellino elettronico per utilizzare lo smartphone come una carta di credito, e chissà cos’altro ancora. La rivoluzione di Steve Jobs non è ancora finita.