IL WORLD TRADE CENTER DI NEW YORK CON FIAMME E FUMO DOPO LO SCHIANTO DEI DUE AEREI
IL WORLD TRADE CENTER DI NEW YORK CON FIAMME E FUMO DOPO LO SCHIANTO DEI DUE AEREI

Prima di scrivere un altro ricordo sull’11 settembre, sono voluto andare al nuovissimo osservatorio che hanno appena aperto al 102° piano della Freedom Tower per capire che sensazione mi provocava. La vista è così straordinaria che rimette tutto a nuovo e “annulla il passato”. Quasi quattordici anni fa, in una stupenda mattina di sole, ho visto crollare davanti ai miei occhi le Torri Gemelle e con loro, con la stessa rapidità, la sicurezza e l’invulnerabilità dell’America. Oggi Ground Zero è un angolo rinato di Manhattan, quasi più forte della sua tragedia. Il dolore per le tremila vittime e la memoria indelebile dei loro nomi, incisi sulle fontane costruite sulle fondamenta quadrate delle torri sbriciolate, non scompariranno mai, ma adesso la Freedom Tower è ancora più alta e maestosa, come se fosse diventata la sintesi dell’orgoglio americano. Mentre la costruivano Bin Laden è stato ucciso e con lui giorno dopo giorno vengono colpiti mortalmente anche gli altri leader terroristi di Al-Qaeda e dell’Isis. L’America e la comunità internazionale sono all’offensiva. New York è tornata sicura e imponente. Gli orfani dell’11 settembre vanno all’università, l’orrore di quel giorno rimane custodito nei filmati e negli archivi. Chi vuole rivivere con profonda emozione e grande dignità tutte le atrocità di una mattina che ha cambiato il mondo, deve solo scendere le scale del “meorial museum” fra le sagome nere delle Twin Towers.Troverà i frammenti di migliaia di vite spezzate, orologi fermi, camion dei pompieri liquefatti dal calore delle fiamme, cellulari con l’ultima chiamata alla moglie per dire “stiamo morendo vi voglio bene”. Un mondo che quel giorno si è davvero fermato con la gente che si buttava nel vuoto da 400 metri di altezza sperando di cadere nelle acque dell’Hudson e non sull’asfalto bollente della Freeway mentre i due aerei dei terroristi sono entrati nelle torri, un terzo ha colpito il Pentagono e un quarto è stato fatto cadere per impedire che raggiungesse la Casa Bianca. Sulla ferita di Ground Zero oggi stanno per sistemare un’enorme “ala bianca” di gabbiano che diventerà non solo un segno di pace ma l’ingresso dell’avveniristica stazione della metropolitana dove centinaia di migliaia di persone transiteranno ogni giorno dimostrando che NewYork non si è fermata davanti al terrore ma continua la sua marcia verso il futuro.