Alte erano le sensibilità di Giovanni Giolitti per la legislazione sociale: ciò derivava dalla sua austera educazione piemontese e dall’essere stato collaboratore di Quintino Sella. Gli orizzonti vasti di Giolitti e le sue sensibilità per le novità che maturavano negli altri paesi d’Europa, lo portavano ad essere sempre aggiornato, con grande pragmatismo. Le sensibilità sociali di Giolitti erano valutate quotidianamente anche dai leader socialisti Filippo Turati e Anna Kuliscioff che ne hanno lasciato traccia nel loro monumentale carteggio. Giolitti e Giuseppe Zanardelli erano, a giudizio di Turati e della Kuliscioff (tendenziali oppositori nell’Italia liberale dell’epoca), i migliori garanti delle libertà. In effetti nel 1899, di fronte al tentativo del governo Pelloux di introdurre per decreto reale alcuni provvedimenti liberticidi, furono determinanti Zanardelli e Giolitti per sventarli. Nel 1908 Turati scrisse alla Kuliscioff che “Giolitti è l’unico uomo di governo serio che abbiamo alla Camera, l’unico vero radicale di temperamento, e che la nostra enorme stoltezza fu di separarci da lui…”. Il severo giovanissimo Piero Gobetti sosteneva che Giolitti attuava al governo le riforme che altri chiedevano. Insomma, Giolitti era un riformatore vero che anteponeva le realizzazioni concrete al loro annuncio, che portò alla tutela del lavoro minorile e femminile, con sensibilità crescenti verso i diritti civili e sociali, con l’incoraggiamento, anche attraverso Luigi Luzzatti, alla nascita e crescita di una diffusa cooperazione sia di lavoro, sia nel risparmio, favorendo la diffusione di istituti mutualistici di previdenza e di solidarietà. Giolitti era un precursore di un’Italia post-risorgimentale che, superati i traumi delle guerre d’indipendenza e dei grandi sforzi dell’unificazione normativa, favorì la crescita e la maturazione di un’Italia che avrebbe avuto bisogno di un periodo di pace molto più prolungato per crescere più solidamente. Anche per questo Giolitti fu refrattario all’ingresso dell’Italia nella prima guerra mondiale e fu più lungimirante di chiunque altro nel vedere i rischi di scassare lo Stato nazionale ancora giovanissimo e di rimettere in discussione le conquiste sociali che proprio lui aveva realizzato e che certamente arretrarono nelle trincee nei lunghi e difficilissimi anni della guerra. A Giovanni Giolitti rimangono legati importanti risultati di conquista di libertà civili e sociali alle quali siamo ormai abituati.