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1maggio 1890: il Primo Maggio per le otto ore Si avvicina il Primo maggio, data già fi ssata il 20 luglio 1889 a Parigi, durante la Seconda Internazionale: “Una grande manifestazione sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore e di mandare ad effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi”. Sul tavolo della discussione anche la necessità di vietare il lavoro dei bambini e regolamentare quello dei ragazzi e delle donne. La data non è stata scelta a caso: ricorre una manifestazione operaia repressa nel sangue nel 1886 a Chicago, il che dà una precisa idea del senso che si vuole dare a questo evento. Anche l’Italia si prepara al Primo maggio del 1990: mentre il Governo Crispi attua misure drastiche di prevenzione dei disordini e vieta qualsiasi manifestazione, in alcune località si inviano petizioni per il miglioramento delle condizioni dei lavoratori o si invitano i padroni a chiudere gli stabilimenti per l’evento. In questo clima si colloca la lettera di Andrea Costa, prima anarchico rivoluzionario, poi socialista: una breve nota a sostegno di un Primo maggio in cui, oltre alle rivendicazioni sull’orario del lavoro (forse premature per il livello industriale di gran parte dell’Italia), possa emergere, in una prospettiva internazionalista, l’unione dei lavoratori solidali per rivendicare i propri diritti. La manifestazione è un successo e costituisce un salto di qualità per le lotte dei lavoratori che iniziano a costruire un domani migliore.