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8 gennaio 1894: i fasci siciliani dei lavoratori I fasci siciliani furono fondati uffi cialmente il primo maggio 1891 a Catania ad opera di Giuseppe de Felice Giuffrida. Il movimento era nato in maniera spontanea già nel 1889 a Messina. A questo fece seguito il fascio di Palermo (1892) guidato da Rosario Garibaldi Bosco e la costituzione del partito dei lavoratori Italiani. Il movimento chiedeva fondamentalmente delle riforme, soprattutto fi scali nell’ambito agrario, che permettessero una revisione dei patti agrari (abolizione delle gabelle) e la redistribuzione delle terre. Una grande forza rivoluzionaria si sviluppò in tutta l’isola anche presso minoranze presenti nel territorio siciliano. Un gruppo di donne albanesi fu particolarmente agguerrito e fi ducioso in un possibile cambiamento socio-economico; smentendo lo stereotipo che voleva le donne siciliane recluse in casa, esse ebbero un ruolo attivo come organizzatrici e agitatrici. A Partinico venti donne parlano ai soldati delle misere condizioni delle loro famiglie e li conducono a schierarsi dalla loro parte. A Milena i membri del consiglio direttivo del fascio vengono imprigionati: 500 donne assaltano la caserma dei carabinieri, liberano i prigionieri e si impadroniscono delle armi; le portano in giro per il paese e portano sulle loro braccia un carabiniere che si era mostrato umano e rispettoso verso di loro. In seguito verranno processate e condannate..; il cammino verso la libertà è ancora lungo.