25 dicembre 1897: lo scandalo politico che sconvolse la Francia della Terza Repubblica Alla fine del XIX secolo, la Francia della Terza Repubblica fu scossa da un caso politico ricco di intrighi e di colpi di scena: l’affare Dreyfus. Si tratta di uno scandalo, di cui fu protagonista l’ufficiale dell’esercito francese di origine ebraica Alfred Dreyfus, scoppiato nel 1894 quando i servizi segreti francesi scoprirono una lettera, indirizzata da un ufficiale francese all’esercito tedesco, che annunciava l’invio di documenti segreti sull’armamento dell’esercito francese. L’ufficiale Dreyfus fu accusato di alto tradimento, arrestato dopo un giudizio sommario, degradato e condannato alla deportazione a vita nell’Isola del Diavolo (Caienna). In un clima di crescente antisemitismo, il caso fu dimenticato per un paio d’anni, fino a quando il comandante Picquart, nuovo responsabile dell’ufficio informazioni del Ministero, riaprì le indagini, convinto della colpevolezza di un altro ufficiale francese, Esterhazy. L’opinione pubblica francese era fortemente divisa in due correnti: i dreyfusards (intellettuali, socialisti, radicali e repubblicani antimilitaristi) pro Dreyfus, e gli antidreyfusards (la destra nazionalista, antisemita e clericale). Alfred Dreyfus era innocente, ma ha dovuto attendere dodici anni e due processi per essere assolto definitivamente. Solo nel 1906 il capitano sarà finalmente reintegrato nell’esercito da cui era stato cacciato con disonore.