19 gennaio 1921: la nascita del Partito comunista d’Italia Sono trascorsi 94 anni dalla fondazione del Partito comunista dell’Italia. Accadde a Livorno; nella città toscana in quei giorni si teneva il XVII Congresso del partito socialista da cui si staccò un gruppo che faceva capo ad Antonio Gramsci ed Amadeo Bordiga, i quali si collocavano più a sinistra dei socialisti. La scissione fu ideologica ed anche fi sica perché i comunisti abbandonarono il teatro Goldoni, sede del Congresso, e si diressero al San Marco, dove diedero vita alla nuova formazione politica. La nascita del Partito avvenne nel corso della situazione di crisi profonda creata in Europa dalla prima guerra mondiale e dalla rivoluzione proletaria in Russia, che in Italia diedero origine ad una serie di dure lotte operaie e popolari nel biennio 1919/20, culminate con l’occupazione delle fabbriche. Gramsci defi nirà la data di nascita del Partito come il momento più critico sia della crisi della borghesia che del movimento operaio. Il neo partito si trovò a fronteggiare, con un ruolo importante, il fenomeno storico che ingabbierà l’Italia, e non solo, per un ventennio: il fascismo. Si trasforma nel 43 in Partito comunista italiano per poi, dopo 70 anni di vita, venir sciolto nel 91, promuovendo la costituzione del Partito democratico della sinistra. È di questi giorni la morte di Pietro Ingrao, uno dei padri della sinistra italiana,storico dirigente del Pci. Ci piace ripetere i versi di Bertolt Brecht con i quali ha voluto salutarci “Nelle città venni al tempo del disordine, quando la fame regnava. Tra gli uomini venni al tempo delle rivolte e mi ribellai assieme a loro”. Forse il miglior modo per ricordare questa data è quello di portare avanti lo studio, l’approfondimento, la discussione sulla storia del Pci e la sua cultura politica.