Nel 1943 la guerra italiana giunge a una svolta. Il 10 luglio le truppe angloamericane sbarcano sulle coste della Sicilia (operazione Husky) con l’obiettivo di aprire un fronte di combattimento nell’Europa continentale e mettere fuori combattimento l’Italia fascista. La superiorità militare degli Alleati convince il Re e lo Stato Maggiore a sbarazzarsi di Mussolini che in soli tre anni di guerra aveva creato una situazione insostenibile. Così, il 25 luglio, il Gran Consiglio del Fascismo mette in minoranza il Duce, il quale viene arrestato poco dopo. Il governo italiano, sotto la guida del gene- rale Badoglio, comincia quindi a trattare con gli Alleati la resa, che sarà sottoscritta a Cassibile il 3 settembre. Tuttavia, ciò che avrebbe dovuto rappresentare un momento lieto di cessazione delle ostilità si trasforma in sbandamento generale. Dopo l’armistizio, infatti, la famiglia reale e Badoglio fuggono da Roma per rifugiarsi a Brindisi, le autorità statali e gli stati maggiori delle forze ar- mate si dissolvono rendendosi irreperibili, e le truppe tedesche prendono il controllo del paese disarmando l’esercito italiano col quale erano fino a poco prima alleati. La penisola resta così divisa in due, occupata dalle forze Alleate al sud e dalle forze tedesche al centro nord.