Dopo l’armistizio reso pubblico l’8 settembre del 1943 le truppe tedesche occupano il nord e il centro Italia, ove favoriscono la ricostituzione di un governo fascista - in realtà interamente controllato dai militari tedeschi - che prende il nome di Repubblica Sociale Italiana. All’inizio del 1944, mentre un Tribunale speciale della RSI condanna a morte i traditori che avevano votato a favore della destituzione di Mussolini, la guerra continua. Il duro comportamento tenuto dalle truppe tedesche e fasciste nell’Italia occupata favorisce lo sviluppo di movimenti di resistenza che avevano iniziato a costituirsi già l’anno precedente. Malgrado le diffi coltà e le dure operazioni di repressione nazifasciste, le forze partigiane sopravvivono e crescono nei primi mesi del 1944, rafforzate anche dai giovani che decidono di salire sulle montagne per sfuggire ai bandi di arruolamento forzato approvati da Mussolini.