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18 aprile 1948: maggioranza assoluta alla Dc nelle prime elezioni politiche dell’Italia L’appello della Democrazia cristiana al paese per le elezioni del 18 aprile 1948 ebbe un indiscutibile successo: “La scelta è ormai tra un inumano totalitarismo, che tutto accetta e soffoca nello stato, e un concetto umano della vita politica, alla quale i cittadini, associazioni, partiti collaborino in libera gara per il conseguimento del bene comune”. Sembra impossibile non chiedersi quanto peso abbia avuto su questo risultato la percentuale dei voti delle donne, di quelle madri e mogli devote alla famiglia e decise a costituire una barriera di contenimento contro quello che era propagandato come il pericolo laico del comunismo, dello sfacelo della solidità della famiglia cristiana in nome della collettività comunista. La decisione decretata dal ministro Ivanoe Bonomi il 31 gennaio del ’45 di riconoscere il suffragio universale, mentre l’Italia era ancora divisa ed il nord occupato, forse dette qualche anno dopo frutti allora ancora impensabili. Lo spostamento verso il blocco delle democrazie occidentali sostenitrici del libero mercato è ormai deciso; i cittadini non possono ancora sapere che questo appena adottato sarà lo schieramento politico del paese e la sua immagine nei confronti del mondo nel prossimo quarantennio, tra luci e ombre anche nei momenti più diffi cili della nostra storia nazionale. La vittoria di De Gasperi proiettò l’Italia in una nuova dimensione, permettendo la successiva adesione al Patto Atlantico, che venne fi rmato il 4 aprile del 1949. Il 5 maggio del 1949 a Strasburgo gli Stati europei istituiscono il Consiglio d’Europa e si accordano stipulando la prima Convenzione europea dei diritti dell’uomo.