7 giugno 1964: l’ultimo scudetto del Bologna, fra gioie e dolori 

Il 1964 è un anno particolare per il Bologna calcio... la città vive un anno di gioie e dolori. Il campionato inizia con tre squadre in competizione nelle vette più alte della classi ca: Inter, Milan e Bologna, ma dopo poche settimane il Bologna ottiene il primato in solitaria. Sembra l’anno del riscatto, quello per tornare a vincere lo scudetto dopo ventitré anni di attesa, la città è in fermento, ma il 4 marzo arriva la doccia fredda. Cinque giocatori, Foglie, Pascutti, Perani, Pavinato e Tumburus, risultano positivi al controllo antidoping. Dall’Ara, lo storico presidente che guida il Bologna dal 1934, richiede subito le controanalisi, ma la solerzia di tre tifosi bolognesi, che ricorrono alla giustizia ordinaria, complica le cose. 

I campioni incriminati vengono sequestrati e quindi non sono più disponibili per la giustizia sportiva che il 27 marzo emette un giudizio implacabile: l’allenatore Bernardini viene squalificato per un anno e mezzo e alla squadra vengono tolti tre punti (i due ottenuti nella partita incriminata e uno di penalizzazione). I giocatori invece vengono assolti perché la somministrazione dei farmaci sarebbe avvenuta a loro insaputa. Tutti gridano al complotto, il 4 maggio la giustizia ordinaria scagiona il Bologna, nelle controanalisi non c’è traccia di sostanze dopanti. La sentenza sportiva viene annullata. Il presidente però non regge allo stress e il 3 giugno muore d’infarto. I giocatori non potranno assistere al funerale perché impegnati nel primo e unico spareggio della storia del calcio. Al termine del campionato, infatti, Inter e Bologna risultano entrambe prime con 54 punti. Lo spareggio si tiene il 7 giugno nel campo neutro di Roma. Il Bologna vince l’incontro per 2-0, e dedica il titolo alla memoria di Renato Dall’Ara.