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21 aprile 1967: così i militari guidati dal colonnello Papadopoulos prendono il potere
Il 22 aprile 1967 “il Resto del Carlino” riporta la notizia del colpo di stato in Grecia. L’esercito ha compiuto un atto di forza in appoggio al re Costantino. Atene è presidiata. Il governo è stato destituito. Il premier Canellopulos e i dirigenti di tutti i partiti politici sono stati arrestati, come Georgios Papandreou e il figlio Andreas. è stato formato un governo provvisorio, presieduto da Costantino Kolia, procuratore generale della Corte Suprema. La Costituzione è stata sospesa per quanto riguarda i diritti civili. è stata reintrodotta la pena di morte per i reati politici. Le scuole e le borse sono chiuse. Le comunicazioni telefoniche e telegrafiche con l’estero sono interrotte. I posti di frontiera e gli aeroporti sono chiusi. Il giornalista Renè Thibaud si chiede come si possa svolgere la campagna elettorale per le elezioni del 28 maggio se i leader sono imprigionati. è un paradosso. Qual è stato il ruolo del re in questo “putsch”? Secondo Renè Thibaud, che si attiene a fonti diplomatiche, il sovrano avrebbe accettato l’iniziativa dei militari estremisti solo perché forza- to dagli eventi. Si è notato che il re Costantino non ha ancora parlato alla radio. I militari hanno assunto il potere per dimostrare al popolo che il re è con loro. Nell’elzeviro del 23 aprile 1967 “Forze armate e democrazia” è ribadita la subordinazione dei militari al potere civile degli ordinamenti liberali della democrazia. Questo è lo Stato di diritto.