Il Sessantotto è l’anno della “contestazione generale” che, diffusa in gran parte del mondo, dall’Occidente all’Est comunista, ha come nemico comune il principio di autorità. La caratteristica che rende le rivolte di questi anni una rarità storica è la simultaneità con cui avvengono in diverse aree del pianeta: in situazioni socio-economiche e geografiche molto diverse si assiste a forme di ribellione simili e contemporanee, senza che vi fosse stata alcuna forma di preparazione o di coordinamento. Il Sessantotto è un fenomeno innanzitutto giovanile, ma, specialmente nel caso italiano, accanto alle rivolte studentesche si affacciano quelle degli operai nelle fabbriche che rifiutano l’organizzazione del lavoro data e chiedono migliori condizioni di vita. In Italia, infatti, la contestazione è in gran parte il risultato di un malessere sociale diffuso,dovuto al fatto che il cosiddetto boom economico aveva giovato per lo più alla borghesia e non era stato accompagnato da un adeguato aumento del livello economico delle classi meno abbienti. Non può poi essere dimenticato che, soprattutto negli Stati Uniti, fanno il loro esordio in questi anni nuovi movimenti che rivendicano la fine delle discriminazioni sulla base del sesso - come il femminismo - e dell’etnia.