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17 maggio 1972: Pinelli e Calabresi, dopo piazza Fontana, la morte violenta di due innocenti Sono le 9,15, quando il commissario della Polizia Luigi Calabresi viene assassinato con due colpi di pistola alle spalle, mentre sta per aprire la sua auto, una Fiat 500, parcheggiata vicino alla sua abitazione a Milano. Cosa c’è di nuovo? Si interrompe una vita e ha inizio una vicenda politica e giudiziaria che è uno dei misteri d’Italia. La vicenda di Calabresi è strettamente legata alla strage di piazza Fontana, alla vicenda dell’anarchico Pinelli che volò dal balcone del quarto piano della Questura di Milano, fi no ad arrivare alla fi gura di Adriano Sofri, considerato, molti anni dopo, il mandante di questo omicidio. Calabresi, Pinelli, Sofri, tre esistenze collegate tra loro da un elemento inquietante: la mancanza di una verità assoluta, di una certezza. Chi è colpevole? Chi non è responsabile? Ecco cosa c’è di nuovo: inizia con l’assassinio Calabresi una complicata ricostruzione dei fatti, degli avvenimenti, un percorso giudiziario che conduce ad un’unica strada, ad un’unica verità. D’altra parte la stessa moglie del commissario racconta che il marito un giorno le disse: “Gemma ricordalo: menti di destra, mani di sinistra”. Situazioni opache, troppe incertezze.