Siamo nel pieno degli “anni di piombo”. Sono gli anni dell’eversione di destra, del terrorismo di sinistra, dello stragismo di Stato ed altro ancora. Il , 74 non si fa mancare nulla. Una bomba fatta esplodere durante una manifestazione dei sindacati e degli antifascisti a piazza della Loggia (Brescia) provoca otto morti e circa cento feriti; nei pressi della stazione di San Benedetto Val di Sambro la quinta carrozza del treno Italicus esplode incendiando il convoglio. Il volantino di rivendicazione non lascia molti dubbi sul senso di ciò che accade: “Abbiamo voluto dimostrare alla nazione che siamo in grado di mettere le bombe dove vogliamo, in qualsiasi luogo, dove e come ci pare [...] seppelliremo la democrazia sotto una montagna di morti”. È una strategia fi nalizzata a cancellare le conquiste democratiche e le libertà sancite dalla Costituzione repubblicana, strategia dietro cui si intravedono responsabilità, se non giudiziarie, storico-politiche della P2. Le Brigate Rosse sono in piena attività e, con il rapimento del sostituto procuratore Sozzi (poi rilasciato), mostrano la volontà di un vero attacco al cuore dello Stato nelle sue istituzioni. Ma il 1974 è anche un altro anno sulla scia della crisi petrolifera: è l’anno delle targhe alterne, un provvedimento che, pur non adottato per problemi ecologici, è l’inizio di una rifl essione sull’ambiente con un’attenzione nuova verso l’effi cienza e il risparmio come risposte alternative al problema energetico. Il 1974 è anche ricordato per un’infl azione galoppante ed una gravissima disoccupazione. In questo anno, diffi cile ed austero, si colloca il referendum sul divorzio (sostenuto, tra gli altri, anche dai gruppi femministi) che mostra un’Italia matura per cercare, anche al di là dei partiti, una strada più laica alla modernità (benché ancora lunga ed in salita).