Nel 1974 la cosiddetta “strategia della tensione” si è già completamente dispiegata. A inizio anno il giornale “l’Unità” annuncia che le caserme sono in stato d’allarme, contribuendo a diffondere nel paese il timore di un colpo di stato. Pochi mesi dopo, le istituzioni sono messe a dura prova dal rapimento del magistrato Mario Sossi da parte delle Brigate Rosse e dall’attentato contro la linea ferroviaria Bologna-Firenze, rivendicato dal gruppo di estrema destra Ordine Nuovo. Gli atti di violenza continuano per tutto l’anno e raggiungono l’apice ad agosto, quando viene fatta esplodere una bomba sul treno Italicus che stava transitando presso San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna. Per l’attentato, considerato uno dei più gravi che si sono verificati durante gli “anni di piombo”, sono stati incriminati diversi esponenti del neofascismo italiano.