2 novembre 1975: cristiano, di sinistra, con i poliziotti contro i fi gli di papà e la falsa libertà Pier Paolo Pasolini nasce il 5 marzo 1922 in una foresteria militare di via Borgonuovo 4, nella zona universitaria di Bologna. Parlare della vita di Pasolini non è cosa semplice, così come non facile è descrivere l’artista che è stato. Attraverso un percorso interiore travagliato, che per un periodo prosegue parallelo alla tragica realtà della Seconda Guerra Mondiale, Pasolini ha maturato passioni e capacità che lo hanno reso uno degli intellettuali più poliedrici e maggiormente discussi del Novecento. Nella gioventù si è avvicinato al mondo della letteratura, della poesia, della critica e del comunismo; successivamente ha sviluppato interesse anche per l’universo del cinema, del teatro e della canzone. Pasolini si è servito delle diverse modalità di espressione artistica per rappresentare una realtà scevra da dogmi e tabù; un “eretismo” che, assieme a straordinarie capacità metamorfi che, ha consegnato all’autore un posto di primo piano nel dibattito pubblico e nel panorama artistico italiano. Ancora oggi infatti, a distanza di quarant’anni dalla sua tragica morte, avvenuta in circostanze non chiare nella notte fra l’1 e il 2 novembre 1975, Pasolini continua ad essere uno degli artisti più ricordati e complessi della scena culturale del nostro paese.