Gravi problemi economici attraversano il paese, si susseguono manifestazioni contro gli inasprimenti fiscali. La tecnologia arriva in Italia, entra nelle fabbriche e nelle aziende, ma non viene prevista un’adeguata formazione. Solo alcuni manager iniziano ad usare i computer, ma lo fanno quasi da autodidatti. La Camera di Commercio non da le licenze per la vendita dei computer, mentre all’estero si comprano già nei supermercati. Il governo li ritiene oggetti di lusso e li vuole ipertassare; gli operai temono la disoccupazione e, come effetto secondario, calano gli scioperi. Spesso i bambini, grazie ai computer amatoriali che circolano già da tre anni, dimostrano maggiori competenze informatiche degli adulti. Questo si rivela il successo della futura generazione, che arriva a capo di strutture aziendali complesse, grazie alle proprie capacità in questo campo. Circolano migliaia di addetti al terziario che vivono di lavori saltuari e mal pagati e che non hanno qualifiche specifiche, ma che non vogliono “abbassarsi” a lavori umili. Di contro le fabbriche sono costrette a richiedere sempre di più manodopera dall’estero per sopperire alla mancanza italiana. Berlusconi continua a consolidare Fininvest S.p.A., l’azienda acquisisce Italia 1. Nonostante le manifestazioni di piazza e il parere contrario del presidente della Repubblica Sandro Pertini, che durante una riunione del Consiglio d’Europa a Strasburgo si dichiara a favore del disarmo “totale e controllato”, viene approvata dalle Camere l’installazione di missili a testata nucleare della NATO in Sicilia. Sul piano internazionale, per la prima volta viene dato un nome alla malattia che ha già mietuto molte vittime: l’AIDS. Si rischia la guerra nucleare, una serie di esercitazioni americane fa pensare ad un vero attacco. Ad aumentare il rischio di incomprensioni il contesto storico: l’abbattimento dell’aereo sud-coreano e la dichiarazione di Reagan che aveva affermato di aver creato un piano di difesa, lo scudo spaziale, contro “l’impero del male”, cioè l’URSS.