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7 ottobre 1985: l’ “Achille Lauro” e l’uccisione di un ebreo americano in carrozzella 

L’Achille Lauro è una nave destinata a tragici eventi: nasce come transatlantico ma viene acquistata negli anni ,60 dall’armatore Achille Lauro, che la converte in nave da crociera. Nel 1975 entra in collisione nello stretto dei Dardanelli con una nave di trasporto bestiame causandone l’affondamento; successivamente subisce quattro incendi, l’ultimo dei quali nel 1994 le sarà fatale. Il 7 ottobre del 1985 è teatro di un atto terroristico e viene dirottata da quattro appartenenti al Fronte per la Liberazione della Palestina. Cominceranno dei giorni difficili non solo per i sequestrati ma per l’intera area del Mediterraneo a causa di una grave crisi diplomatica scoppiata tra Italia e USA. L’articolo di Lorenzo Bianchi spiega bene il susseguirsi delle trattative e della posizione dell’Italia. Determinante in quei giorni è il lavoro diplomatico del ministro degli Esteri Giulio Andreotti, che riuscirà ad ottenere l’intervento di Yasser Arafat, capo dell’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina), per ottenere la liberazione degli ostaggi. Trapela però la notizia dell’assassinio di un cittadino americano ebreo, costretto su una sedia a rotelle, che viene gettato dalla nave dai sequestratori. A questo punto gli USA decidono d’intervenire e il primo ministro Bettino Craxi si trova a dover gestire una situazione non facile: da un lato deve far valere la sovranità italiana sul proprio territorio (i mediatori erano stati dirottati dai caccia USA alla base militare di Sigonella in Sicilia), dall’altro non può ignorare le richieste dell’alleato statunitense. A differenza delle Olimpiadi di Monaco nel 1972 (vedi scheda e articoli) la vicenda si conclude con la liberazione di tutti gli altri passeggeri e con il carcere in Italia per i sequestratori. Quando l’Italia e Andreotti venivano accusati di essere filoarabi il ministro degli Esteri rispondeva: “I vicini non si scelgono”