Il 1991 rappresenta un anno di radicali cambiamenti. Per certi aspetti è la fi ne del secolo, o quanto meno del “secolo breve” defi nito da Eric Hobsbawm: la spartizione del mondo tra le due superpotenze uscite dalla Seconda Guerra Mondiale cessa di esistere. L’URSS, nata nel dicembre del 1922 alla fi ne della guerra civile russa, si frantuma in una galassia di Stati Indipendenti. L’alleanza militare speculare alla Nato, il Patto di Varsavia, non esiste più. Il progressivo disgelo tra Stati Uniti e Unione Sovietica, che conduce alla fi ne della Guerra Fredda, era cominciato negli anni , 80 soprattutto grazie alla volontà di Michail Gorbacëv, presidente dell’URSS, che riceve per questo il Nobel per la Pace nel 1990. La caduta a domino dei regimi comunisti non è sempre indolore: nei Balcani si assiste ai prodromi di una guerra che riporterà sotto gli occhi degli europei le persecuzioni razziali e i campi di concentramento. Anche in Albania vengono indette nuove elezioni dopo la morte del dittatore Enver Hoxha ma l’improvvisa apertura delle frontiere spinge la popolazione ad emigrare. Le immagini irreali della nave mercantile Vlora con grappoli di esseri umani attaccati, che entra nel porto di Bari rimane nell’immaginario collettivo di chi ha vissuto quell’anno. Il 1991 è quindi l’anno delle conclusioni: ha fi ne anche l’apartheid in Sudafrica. L’anno prima era stato liberato, dopo 27 anni di carcere, Nelson Mandela, che nel 1994 sarà presidente del Sudafrica. Intanto l’Italia, per la prima volta dopo la Seconda Guerra Mondiale, prende parte ad una spedizione militare. Inizia l’offensiva guidata dagli Stati Uniti contro l’Iraq di Saddam Hussein che aveva invaso lo Stato confinante del Kuwait.