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26 gennaio 1994: la rivoluzione politica raccontata in televisione in 9 minuti e 20 secondi Il 26 gennaio 1994 segna un momento decisivo per quanto riguarda la comunicazione in politica. Dopo il discorso di Silvio Berlusconi avvenuto sulle reti televisive di sua proprietà, ed anche questo aspetto rappresenta una novità, esperti di comunicazione iniziano ad analizzare nei minimi particolari le parole, i gesti, l’ambiente che vengono adottati dall’oratore. Da quel momento in poi Berlusconi si presenta come “l’uomo nuovo” dopo la vicenda di Tangentopoli che aveva scosso l’intera Italia. Lui si defi nisce “l’uomo del fare” e spesso utilizza frasi slogan che possano rimanere impresse negli ascoltatori; mette a frutto tutta la sua esperienza di imprenditore e magnate televisivo. Con lui si trasforma la comunicazione politica perché cambiano innanzitutto gli strumenti di questa comunicazione che nel tempo andranno ad incidere e ad infl uenzare la cultura e i valori degli elettori. Termini inusuali alla politica entrano a far parte di questo nuovo modo di comunicare che riscuoterà nel tempo successo: marketing - sondaggio - immagine ecc. I cittadini vengono considerati elettori che, prima ancora, sono telespettatori. Il linguaggio utilizzato da Berlusconi è semplice, vicino alla gente e lontano dal “politichese” tecnico e compreso solo dagli addetti. Servendosi di queste strategie e altre ancora Berlusconi porta una notevole innovazione nel mondo della politica ed infl uenza anche i suoi interlocutori. Arriva Berlusconi e la sua “discesa in campo” segna appunto una svolta nel fare politica e nel modo di comunicare.