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31 agosto 1997: la morte sospetta di Diana, a quasi vent’anni resta nei cuori delle genti di mezzo mondo Diana Spencer, conosciuta come Lady D è una donna che, suo malgrado, ha vissuto sempre sotto i riflettori. Dal 1981 al 1996 perché è la consorte di Carlo, principe di Galles, eterno erede al trono del Regno Unito e, dopo il divorzio, è citata per le sue avventure amorose e per il suo impegno sociale. Diana incarna il sogno di ogni fanciulla, presentata come una semplice maestra, scelta dal principe come sua compagna. In realtà appartiene ad una delle più antiche ed importanti famiglie britanniche, strettamente connessa con la famiglia reale da diverse generazioni, e anche se Diana ha scelto il lavoro di insegnante in un asilo nido, è ben lontana dalla classe proletaria. Quarta di cinque figli, non ha avuto un’infanzia felice, la morte di un fratello segna profondamente la salute mentale della mamma e il matrimonio dei genitori. Diana ha solo sette anni quando sua madre lascia il marito per seguire l’amante; inizialmente vive con la mamma a Londra, ma poi il padre ottiene la custodia dei figli. Dal 1975, in seguito alla morte del nonno, Diana riceve il titolo di Lady e suo padre eredita quello di Conte Spencer. La futura principessa è una bambina timida, ama gli sport e i bambini, infatti alla fine delle scuole inizia a lavorare prima come bambinaia e poi come assistente in un asilo nido a Londra. Conosce il principe Carlo nel 1977 ad una battuta di caccia, lei ha 16 anni, lui 29, ma è solo nel 1980 che il principe comincia a considerarla come possibile compagna e nel 1981 le chiede la mano. Diana piace sia alla famiglia reale che al popolo. Da quel momento la sua vita entra in un turbine, si trasferisce a Buckingham Palace per studiare l’etichetta, ma nonostante le regole di corte, Diana spesso esce dagli schemi. Il 9 luglio 1981 viene celebrato il matrimonio, il primo della storia trasmesso in mondovisione, un evento mediatico di portata straordinaria, seguito da 750 milioni di persone; le strade di Londra invase di gente, 2000 invitati e un vestito con uno strascico lungo sette metri. A giugno del 1982 nasce William Arthur Philip Louis, il primogenito della coppia reale, e il 15 settembre 1984 Henry Charles Albert David, il secondogenito. Già durante la prima gravidanza Diana comincia a sentirsi trascurata dal marito, tutti amano la principessa, ma notano anche la tristezza nel suo sguardo. La favola finisce ufficialmente nel 1992, quando i principi annunciano la separazione, anche se in realtà il matrimonio era già naufragato da anni. Entrambi avevano cercato consolazione fuori dalla coppia. Diana denuncia la presenza ingombrante di Camilla Parker-Bowles nel matrimonio, definendolo ironicamente “troppo affollato”. Nel 1995, in seguito alle interviste rilasciate dalla principessa, la regina “ordina” il divorzio, che arriva nel 1996. Diana mantiene il titolo di principessa di Galles, ma senza il trattamento di altezza reale, rimanendo membro ufficiale della famiglia reale, come madre del futuro erede al trono; è un fatto unico nella storia della famiglia reale britannica. La principessa frequenta diversi uomini, alla ricerca della felicità, ma non sembra destinata a trovarla. Muore il 31 agosto 1997 sotto il tunnel del Pont de l’Alma a Parigi, insieme al suo compagno, Dodi Al-Fayed, quando la loro Mercedes, nel tentativo di scappare dai paparazzi, si infrange contro il tredicesimo pilastro della galleria. Il popolo inglese è sconvolto; ai funerali circa tre milioni di persone si riversano sulle strade di Londra. La favola si chiude tristemente e, come il matrimonio, anche il funerale viene trasmesso in diretta dalle televisioni di tutto il mondo, ma stavolta l’evento è seguito da oltre due miliardi di persone, diventando uno degli eventi televisivi più visti della storia. Diana si è conquistata il titolo di “principessa del popolo” con il suo impegno sociale, iniziato già dalla metà degli anni Ottanta soprattutto a sostegno alla lotta all’AIDS e alla lebbra e accresciuto dopo il divorzio, quando comincia a sostenere la campagna internazionale contro le mine antiuomo. Aiuta i bambini africani ed è amica di personalità come Nelson Mandela e Madre Teresa di Calcutta, che diventa la sua guida spirituale. Per supportare le cause in cui crede si impegna in prima persona, ad esempio mettendo all’asta molti dei suoi abiti. Le toccanti parole della canzone scritta da Elton John per il suo funerale esprimono bene il pensiero popolare: “Addio, Rosa d’Inghilterra, da un paese perso senza la tua anima, a cui mancheranno le tue ali di compassione, più di quanto potrai mai sapere”.