28 giugno 1999: dopo 54 anni lati, “Bologna la rossa” voltò le pagine agli eredi del Pci

Giorgio Guazzaloca, già presidente dell’Associazione Commercianti e della Camera di Commercio, sostenuto dalla lista di centro-destra “La Tua Bologna”, viene eletto sindaco di Bologna. Guazzaloca vince al ballottaggio (50,69%) contro Silvia Bartolini del centro-sinistra. Durante la campagna elettorale non sono mancate le insinuazioni di dotti luminari riguardanti le umili origini e la scarsa istruzione di Giorgio Guazzaloca, il macellaio di via Marconi, ma, come ricorda il diretto interessato in una pubblicazione scritta in anni non sospetti: “accade spesso ai macellai di fare intrusione, almeno da queste parti: gli di beccai erano i Carracci, beccai furono i Bentivoglio prima di farsi notai e signori della città”. Bologna, la roccaforte, il simbolo, la vetrinadella sinistra si è esposta ai “tagli” assestati da Giorgio Guazzaloca. Nell’editoriale de “il Resto del Carlino”, Gabriele Canè scrive che il muro della sinistra è caduto dopo 54 anni di governo ininterrotto:“Bologna non è più la rossa se non per il colore dei suoi tetti”.