L’incrociatore “Schleswig-Holstein” alle 4 e 45 del primo settembre 1939, un lunedì, aprì il fuoco contro le fortificazioni intorno a Danzica, come racconta Günter Grass nel suo Il tamburo di latta. La seconda guerra mondiale era iniziata, puntualmente come aveva ordinato Hitler, l’ultimo giorno di agosto. La seconda, o l’ultimo atto di un unico conflitto, iniziato nel 1914, la guerra civile d’Europa, come scrive lo storico Ernst Nolte? La Grande Guerra provocò più caduti tra i militari, la seconda coinvolse per la prima volta nella storia i civili, con i bombardamenti a tappeto su Coventry, su Londra, su Amburgo e su Dresda, che si conclusero con le atomiche lanciate su Nagasaki e Hiroshima. Milioni di vittime, anziani, donne, bambini, senza dimenticare gli ebrei sterminati nei lager. All’alba del primo settembre, il Corpo d’Armata Nord, forte di 630mila uomini, attacca la Polonia lungo il Baltico. A sud, 886mila uomini al comando del generale Gerd von Rudstedt punta su Breslavia. I tedeschi lanciano all’attacco sei divisioni corazzate con 3195 panzer. Di fronte, i polacchi dispongono di poco più di mille carri armati. La resistenza è impossibile, nonostante il coraggio dei polacchi, colti impreparati nonostante le avvisaglie. La mobilitazione generale è stata ordinata appena il 30 agosto. Sarà una guerra lampo, si prevede a Berlino. Alle dieci, a Berlino, Hitler in uniforme giustifica l’aggressione, ma evita di pronunciare la parola“Krieg”,guerra.Si tratta di un’operazione per risolvere il problema di Danzica, città tedesca chiusa in territorio polacco. Il tre settembre entrano in guerra la Gran Bretagna e la Francia. Come era inevitabile, e previsto da Hitler, sicuro di avere forze superiori. Gli U Boote sono già al largo della Gran Bretagna pronti a stringere d’assedio l’isola. Il sette, i francesi avanzano in territorio tedesco,un’offensiva quasi simbolica. Fin dalla conquista del potere, nel gennaio del 1933, Hitler ha preparato la guerra, la rivincita del 1918. Le autostrade vanto del III Reich sono state costruite secondo le direzioni d’attacco, per facilitare l’avanzata delle divisioni corazzate, verso Oriente e verso Occidente. L’industria si è trasformata per accelerare lo sforzo bellico. Eppure ci si è illusi, di tenere sotto controllo la Germania di Hitler, accettando le sue pretese territoriali, in Cecoslovacchia, e l’Anschluss con l’Austria. Fino all’ultimo atto. Il 28 settembre la Polonia non esiste più in quanto nazione indipendente, spartita tra sovietici e nazisti.