20 gennaio 2009: giura Barack Obama, primo presidente nero L’America si ferma per assistere al giuramento del 44° presidente degli Stati Uniti. Primo afroamericano nella storia del paese, senatore junior per lo Stato dell’Illinois dal 2005 al 2008. Laureato in Giurisprudenza, prima di intraprendere la carriera politica lavora come avvocato per la difesa dei diritti civili e come insegnante di diritto costituzionale. Vince in rappresentanza del Partito democratico. Nel suo discorso di insediamento trae ispirazione da Lincoln, il presidente che abolì la schiavitù, ma anche da Roosevelt, che fece uscire l’America dalla grande recessione. Martin Luther King, pastore protestante, assassinato nel 1968 a causa del suo impegno per sostenere i diritti civili della gente di colore, sembra ispirare il concetto principale: “costruire una grande America e farlo insieme”. Il neo presidente parla di unità non tanto o non solo di ideali, ma soprattutto di intenti, in particolare quello di onorare la costituzione americana e di perseguirne gli insegnamenti, al di là di ogni differenza politica. Convivono in Obama desiderio di rinascita e consapevolezza delle difficoltà legate al momento storico, sempre attento a non creare troppe aspettative. I primi atti del neo presidente sono una legge che equipara gli stipendi tra uomini e donne che fanno lo stesso lavoro e l’aumento delle tasse ai ricchi per finanziare l’assistenza socio-sanitaria, ma le novità introdotte riguardano un po’ tutti i campi: studia un piano di rientro delle truppe americane in Afghanistan, finanzia gli studi sulle cellule staminali, prosegue la campagna sul disarmo nucleare. Il suo compito è quello di guidare l’America verso il futuro, ma anche quello di rendere indifferente a tutti il colore della sua pelle.