Apollo 11
Apollo 11

Chi ha la mia età, voglio dire chi era giovane nei magnifici anni Sessanta, e ricorda la notte del 20 luglio 1969, quando due uomini, due americani, misero piede sulla Luna, ora trova qualche difficoltà a trasmettere le stesse emozioni a figli e nipoti. La Luna? Storia passata. E in effetti è trascorso quasi mezzo secolo senza che nulla di altrettanto clamoroso sia venuto a distogliere l’umanità dai suoi guai terreni. Sì, certo, dopo lo sbarco di Neil Armstrong e Buzz Aldrin, ci furono altre cinque spedizioni lunari. Ma già alla terza l’opinione pubblica sembrò distratta. E poi non ci fu il ritorno economico atteso. Per cui nessuna sorpresa se i viaggi umani nello spazio si arrestarono e la Nasa preferì puntare sulle astronavi in orbita e sull’esplorazione robotica dei pianeti più vicini, Marte in primo luogo. Ma per chi - ripeto - come il sottoscritto rimase in piedi tutta la notte mentre la telecamera mostrava Armstrong lasciare la sua impronta sulla polvere lunare e ne ascoltava la storica frase “Questo è un piccolo p a s s o per un uomo, ma un grande salto per l’umanità’’, eccitazione e commozione fanno parte dei ricordi. Allora ero giovane redattore al Carlino, il più giovane perché Spadolini mi aveva assunto prima ancora della laurea. Lavoravo agli Esteri e quella notte mi capitò di passare i chilometrici resoconti del nostro corrispondente da Washington, il bravissimo Girolamo Modesti. Al tempo stesso ero incollato al televisore mentre Federico Orlando dall’America eTito Stagno da Roma commentavano le immagini riprese dai networks americani. Non immaginavo certo allora che un giorno sarei finito oltre Atlantico, anche se il mito dell’America aveva accompagnato tutta la mia adolescenza. Ebbene a metà degli anni Ottanta, divenni il successore di Modesti a Washington dopo essere stato per tredici anni corrispondente da Bonn, allora capitale della Germania Federale non ancora riunificata. Da allora portai spesso le mie figlie a visitare lo Space Museum sulla Constitution Avenue. C’erano e ci sono le riproduzioni delle navicelle lunari e dei moduli spaziali. Ora ci porto i nipoti. Anche per loro storia d’altri tempi. La Luna è ritornata quel che era prima dello sbarco: pallida, lontana, deserta, misteriosa. Chi pensa più alle missioni Apollo?