L’impero asburgico, nell’inviare l’ultimatum alla Serbia, aveva tenuto conto della possibilità che al fianco di Belgrado potesse scendere la Russia, allargando pericolosamente il perimetro della guerra. Tuttavia si era sentito sufficientemente tutelato dalle assicurazioni dell’alleato tedesco, pronto ad affrontare la lotta insieme. In effetti la Russia mobilitò subito le sue truppe lungo tutta la frontiera occidentale (30 luglio), un atto chiaramente ostile che faceva da preludio alla guerra, cui l’Impero germanico, guidato dal Kaiser Guglielmo II, non intese sottrarsi; anzi fu proprio esso a dichiarare aperte le ostilità contro lo Zar (1° agosto). La Francia, alleata da tempo della Russia (nonostante la divergenza fra i sistemi politici dei due paesi) in funzione antitedesca, si apprestò a sua volta a intervenire, e lo scontro con Berlino si fece inevitabile (3 agosto). L’Inghilterra, stretta da legami diplomatici e militari con la Francia, sarebbe forse potuta restare neutrale, o quanto meno non partecipare subito alla lotta, se non fossero stati i tedeschi a trascinarcela immediatamente, pur non volendolo affatto. Infatti tutta la loro strategia si basava sull’assunto che fosse fondamentale vincere in modo rapido e risolutore ad Occidente, per potere poi concentrare le truppe ad oriente. L’esercito russo poteva disporre di un numero formidabile di uomini (se ne parlava all’epoca come di un “rullo compressore”) ma era estremamente lento a muoversi, per effetto delle distanze dell’enorme paese e della sua arretratezza. Una guerra su due fronti era indubbiamente pericolosa per Berlino, ma la necessità che il colpo sferrato contro la Francia dovesse risultare rapidissimo e definitivo comportava a sua volta praticamente l’obbligo di violare la neutralità del Belgio, per attraversarlo e calare da nord sull’esercito francese, spiazzandolo e stringendolo in una morsa mortale. E qui entrava in scena l’Inghilterra, perché era altrettanto prevedibile che l’irrompere delle truppe germaniche no alle sponde della Manica avrebbe trascinato Londra nella mischia. I generali tedeschi lo sapevano ma giudicarono che il rischio andava corso comunque: a loro avviso l’effetto sorpresa e la rapidità nel mettere fuori gioco le forze francesi avrebbe reso inutile e impossibile l’arrivo del grosso dell’esercito britannico sul continente. Il conflitto rappresentava il punto d’arrivo dei contrasti europei di più lunga data, dovuti a precise rivendicazioni territoriali (come l’Alsazia e la Lorena, perse nel 1870 e reclamate dalla Francia) e alla più generale volontà di potenza dei vari Stati, legati dal sistema delle alleanze in due blocchi contrapposti in lotta per l’egemonia e come tali tendenti inevitabilmente allo scontro. All’inizio fu comune a tutte le nazioni coinvolte l’illusione che la lotta potesse risolversi con una rapida vittoria dell’uno o dell’altro schieramento. I più favoriti sembravano i tedeschi, decisi a ripetere quanto avevano compiuto più di quarant’anni prima, quando avevano sbaragliato i francesi in poche settimane.Tuttavia la manovra attraverso il Belgio non avvenne con la rapidità inizialmente prevista e necessaria, anche grazie alla resistenza del piccolo ma animoso paese. L’esercito francese, benché costretto a ripiegare precipitosamente dal nord-est, lasciando in mano al nemico alcune delle regioni più industrializzate e importanti, riuscì a sfuggire alla morsa e a resistere sul fiume Marna, a poche decine di chilometri da Parigi, fermando l’avanzata delle truppe del Kaiser. In seguito, con l’arrivo dei rinforzi dall’Inghilterra, il fronte si attestò definitivamente lungo una linea di trincee che andava dalla Svizzera al canale della Manica. Decine di migliaia di uomini vennero inutilmente sacri cate negli assalti, ma nei successivi tre anni il fronte non si spostò per più di 16 chilometri, in un senso o nell’altro. Su quello orientale invece, gli eserciti contrapposti condussero sin dall’inizio azioni di movimento e in profondità, lungo un’area vastissima che in pratica andava dal Mar Baltico al Mar Nero. In ottobre infatti l’Impero ottomano scese al fianco di Austria e Germania.