S. S. Giovanni Paolo II
S. S. Giovanni Paolo II

La luce di Karol si raggomitolò su se stessa una fredda sera di inizio primavera mentre il popolo di Dio in preghiera nel sagrato di San Pietro assisteva all’agonia del Grande Papa, con gli occhi rivolti alla finestra della camera dell’appartamento pontificio per catturare qualche segnale. Una scena a suo modo perfetta, che qualsiasi regista avrebbe immaginato in questo modo. E quando il cardinale argentino Sandri si avvicinò al microfono per annunciare la morte del papa, erano le 21,37, nessuno scoppiò a piangere di dolore. Ciò che doveva accadere era accaduto, e tanto bastava. Da quel momento avvenne ciò che non era mai avvenuto, né a San Pietro né altrove, e un fiume di affetto si riversò per le strade e le piazze di Roma al grido di “santo subito”, e al ritmo lento di una preghiera che piano piano si alzava verso il cielo. Un evento inatteso, non la morte da mesi prevista, quanto quel moto di popolo così trasversale, fatto di giovani e vecchi, italiani e stranieri, probabilmente anche da credenti e non credenti. Tanta era stata l’emozione che gli ultimi anni di vita del Gigante polacco avevano suscitato nell’opinione pubblica, anche in quella non cattolica. La scelta di morire in piedi, di non farsi sopraffare dalla malattia, di testimoniare la dignità della vita anche se in uno stato di estrema sofferenza erano così destinate a restare nella memoria collettiva più di quanto realizzato da un papa che nei suoi 27 anni di regno era stato molte cose diverse: un gigante politico capace di dare la spallata finale a un mondo diviso ma fino ad allora ancora in piedi, un amico per milioni di ragazzi che lo avevano acclamato nelle giornate della Gioventù da lui stesso inventate, un apostolo instancabile di continuo in giro per i cinque continenti, un ostinato testimone di una fede e di una tradizione che anche sotto attacco non era mai disposta a indietreggiare. Un pontificato lungo e immancabilmente travagliato, stagliato nella storia del mondo e della Chiesa per la forza di un uomo all’inizio sconosciuto che ha travolto tutto quanto si è trovato davanti, il comunismo e l’indifferenza, l’attentato del 1981, gli scandali relativi al suo sostegno all’obliquo Marcinkus e alle sue presunte coperture di preti pedofili, e che ha consegnato al mondo “l’ultimo protagonista assoluto”, stavolta in positivo, della tragica storia del Novecento.