Euro
Euro

L’Euro si materializza nelle tasche di oltre 300 milioni di europei il primo gennaio 2002. In realtà ha già tre anni di vita, ma solo in quel momento, da valuta virtuale per conti correnti e carte di credito, si fa fili- grana e metallo.Vanno in pensione la Lira italiana e quella irlandese, il Marco tedesco e quello finlandese, il Franco francese, il Franco belga e quello del Lussemburgo, lo Scellino austriaco, la Peseta spagnola, il Fiorino olandese e l’Escudo portoghese. Si scelse di stampare banconote da 5, 10, 20, 50, 100, 200 e 500 Euro. E di coniare monete da 1, 2, 5,10, 20, 50 centesimi e da 1 e 2 Euro. La stima della richiesta iniziale di banconote richiese una capacità di produzione pari a un miliardo di banconote al mese, equivalenti a 33 milioni al giorno, 1.400.000 pezzi all’ora, 23mila al minuto e 400 al secondo. Fu scelto il nome Euro perché si scrive allo stesso modo in quasi tutti i paesi dell’Eurozona e quasi allo stesso modo si pronuncia. La data del 1° gennaio fu scelta per una ragione: a fine anno si registra una circolazione di banconote superiore del 10% rispetto al resto dell’anno. Fatto che avrebbe accelerato l’immissione dell’Euro nella vita di tutti i giorni. Alcune curiosità: l’alba dell’Euro non fu in Europa. A causa dei fusi orari la moneta comune sorse a migliaia di chilometri dal Vecchio Continente, nell’isola francese de La Reunion nell’Oceano Indiano, a est del Madagascar. A mezzanotte, le 21 in Italia, il sindaco René Paul Victoria acquista dei frutti tropicali, al mercato della capitale Saint Denis. Qualche ora dopo l’Euro debutta in Europa. Romano Prodi, presidente della Commissione europea, a Vienna in compagnia della moglie Flavia e del cancelliere austriaco Wolfgang Schüssel, è a cena al Sacher: si liberano di 200mila lire e di scellini “cambiandoli” da un dirigente della Banca centrale austriaca. Li spendono per acquistare dal fioraio Steinmetz due mazzi di rose rosse e bianche - i colori dell’Austria - da regalare alle consorti. In Germania l’arrivo dell’Euro è accolto con l’entusiasmo tipico del Capodanno, ma più che una festa è una sorta di esorcismo collettivo dalle paure di abbandonare il potente Deutsche Mark. In Germania - unico paese in Europa - non c’è nessuna doppia circolazione. Dal 1° gennaio 2002 l’Euro è l’unica moneta ad avere corso legale. Ad Amburgo il Cancelliere Gerhard Schröder spende gli ultimi 5 Marchi ad Hannover. Compra una copia di “Asphalt”, il giornale dei senza fissa dimora. Il primo tedesco a ricevere la nuova moneta è, ovviamente, il ministro delle Finanze Hans Eichel: “Molto presto - commentò - tutti si chiederanno perché non l’abbiamo fatto prima”. Chissà cosa pensa oggi. In Francia vige la doppia circolazione, Euro e Franco. Ma la biglietteria della Torre Eiffel non se ne cura. Un cartello avverte in tre lingue:“Si accettano soltanto Euro”. Il primo ministro Lionel Jospin acquista due mazzi di rose con 76 Euro e spicci. I veri cambiavalute sono i negozianti, le contrattazioni richiedono tempo. Un diciottenne di Lione si toglie la soddisfazione di cronometrare quanto tempo serve per comprare una baguette: 4 minuti e 35 secondi. A Londra l’Euro non c’è e non ci sarà. Dai giornali più blasonati ai tabloid popolari è palpabile, tra sarcasmo e serietà, il timore degli inglesi. Il Sun titola “L’alba di un nuovo Errore”. Scritto con la € di Euro. In Italia il primo acquisto in Euro - uno dei tanti vantato come primato - viene attribuito a Roma: un uomo, quando mancano sette minuti a mezzanotte, corre in un bar dell’Eur, lo “Sport village”, e ordina un caffè. Mostrerà uno scontrino fai da te con l’ora: 00,01. A Siena viene spesa la prima banconota contraffatta: una ragazza acquista con 100 Euro una bottiglia di spumante da 17mila lire ottenendo in resto 176mila lire. In un giorno gli italiani effettuano 2,5 milioni di prelievi per 184 milioni di Euro pari a 356 miliardi di lire. Euro in mano, ben più arduo è riuscire a spenderli. Molti preferiscono ancora incassare in Lire. Che continueranno a circolare per due mesi.