L’alluvione di Firenze quasi coincise con l’inaugurazione del nuovo stabilimento del giornale fiorentino “La Nazione”, che è fratello del Carlino, perché avevano, e lo hanno anche oggi, lo stesso editore.Tutto era nuovo in quel bel stabilimento nel rione di Santa Croce, la redazione, le rotative, gli uffici. In poche ore nella notte tra giovedì 3 e venerdì 4 novembre le acque dell’Arno,che in quella zona raggiunsero anche sei metri dal livello stradale, distrussero le più belle rotative che ci fossero in Italia, che avevano fatto appena in tempo a stampare il giornale con il titolo: “L’Arno straripa a Firenze”. Da quel momento “La Nazione” non sarebbe più uscita se non le fosse venuto in soccorso il Carlino. Nella sede del giornale di Bologna venne infatti improvvisata una tipografia, i tipografi vennero portati da Firenze, gli articoli arrivavano con un’auto o telefonati e per mesi “La Nazione” fu stampata dal Carlino a Bologna e portata tutte le notti a Firenze per informare e incoraggiare i fiorentini alluvionati. Una solidarietà memorabile, che consentì alla città coperta di fango di lanciare le richieste di aiuto a tutto il mondo. I nostri giornali diventarono la voce di Firenze, seppero dire quali fossero le priorità e le urgenze. Le vittime furono 35 ma gravissimo fu il bilancio dei danni alle opere artistiche e alle biblioteche. Il Carlino e “La Nazione” seppero scuotere una macchina dei soccorsi che all’inizio fu lenta a muoversi. Rimane memorabile una telefonata di un giornalista alla direzione Rai di Roma, che sottovalutava il disastro. Allora quel giornalista mise fuori dalla finestra la cornetta del telefono e gridò: “Lo sentite questo rumore? Quello che state sentendo non è un fiume ma è via Cerretani invasa dalle acque!”. Il Carlino seppe dimostrare di essere un aiuto insostituibile in quella e in altre emergenze che sono accadute anche in anni più recenti.Trovare il giornale era una grande consolazione e un grande aiuto. 

Ps: Chi scrive era un ragazzo di 16 anni che viveva a Firenze e che ebbe la casa alluvionata. Fu proprio in quei giorni che scoprì che quello del giornalista è il mestiere più bello del mondo.