Giovanni Pascoli
Giovanni Pascoli

Tra lo sconcerto e l’incredulità di una folla di bolognesi in gramaglie il funerale di Giovanni Pascoli, invece che in Certosa a fianco di Carducci, si concluse alla stazione Centrale. La bara fu caricata su un treno speciale, destinazione Lucca. Anche in extremis la sorella Maria, l’onnipresente Mariù, era riuscita a indirizzare il destino del poeta, fin da quando con qualche intrigo lo aveva sottratto ad una ingombrante fidanzata. Ma è difficile credere che Pascoli, ormai quarantenne, avrebbe lasciato la confortevole prigione familiare in cui si era rifugiato. C’è una foto che è l’inconscia icona di un matrimonio: lo sposo in piedi, la sposa seduta, in mezzo il bambino. Lui è Giovannino, lei Mariù, ma al posto del bambino c’è un cane, il venerato Gulì che visse con loro a Castelvecchio di Barga nella casa acquistata quando il poeta insegnava nei licei toscani e via via trasformata in residenza prediletta. È una foto che ha acceso fantasie e maldicenze. In realtà Mariù è stata solo una musa domestica, la fedele vestale che passava le notti a studiare per farsi una cultura e così vigilare su ogni parola che usciva dalla penna del fratello, e sempre al suo fianco fin nella lontana università di Messina e da ultimo a Bologna quando ottenne la cattedra che era stata del suo maestro Carducci. C’è perciò da domandarsi che cosa sarebbe accaduto se Pascoli fosse rimasto da solo, allo sbando come nei primi anni da adulto, e con il trauma dell’uccisione del padre mai superata.Quando si ammalò a Castelvecchio lei lo riportò a Bologna e lo affidò a un luminare come Augusto Murri. Ma non c’era più speranza. Cirrosi epatica. Morì a 56 anni il 6 aprile 1912, lasciando lei erede universale. E fece bene perché Mariù gli sopravvisse altri quarant’anni (morì il 5 dicembre 1953) e molto di ciò che oggi abbiamo di lui, compresa la biografia, lo dobbiamo a lei.Tutti e tre sono seppelliti nella casa di Castelvecchio, fratello e sorella nella cappella privata, il cane Gulì nell’orto. È curioso il destino. Carducci, toscano nato in Lucchesia, è sepolto sulla via Emilia nel cimitero di Bologna. Pascoli, romagnolo nato sulla via Emilia e morto a Bologna, è sepolto in Lucchesia. Allievo di Carducci e suo successore ha sempre ostentato gratitudine. In segreto però soffriva la gloria del maestro moltiplicata all’infinito dal premio Nobel. E di nuovo Mariù intervenne, evitando al fratello quel cimitero dove Carducci avrebbe continuato a sovrastarlo anche da morto.