Alberto Tomba (LaPresse)
Alberto Tomba (LaPresse)

Bologna, 8 febbraio 2015 - «Direttore per un giorno? Eh, quasi quasi lo farei per anno! Ne avrei di cose da dire…». Alberto Tomba ha caratterizzato tante prime pagine storiche del Carlino. Dai trionfi olimpici alla conquista, venti anni fa, della Coppa del Mondo di sci alpino: imprese rimaste nella memoria collettiva. «A volte fatico a credere che sia passato tanto tempo – sospira AT, oggi quarantottenne –. Chissà, magari avrò anche fatto vendere qualche copia in più del giornale della mia terra!».
Più di una, se è per questo.
«C’è qualcosa delle mie vittorie che potrei sfruttare anche nei panni di direttore, martedì».
Sul serio?
«Penso all’esigenza di trasmettere messaggi positivi. So bene che la cronaca ha le sue esigenze, ci mancherebbe. Però…».
Però?
«Però secondo me talvolta fra carta stampata, televisione e internet si esagera con la curiosità morbosa. E’ inevitabile raccontare i delitti e le rapine, eppure nella vita della gente comune ci sono anche le cose belle».
Renzi direbbe di cambiare verso all’informazione.
«Ah, lasciamo stare la politica, non è il mio pane. Ma, correndo il rischio di essere banale, io darei più spazio alle notizie buone. Penso ai quotidiani esempi di volontariato, alle dimostrazioni di sensibilità sociale, eccetera».
Diceva quel tale che il Bene, con la maiuscola, non fa notizia.
«Si sbagliava. O meglio, come direttore vorrei provare a dargli torto. Qui bisogna combattere la depressione, caro mio».
Prego?
«Non è che in Italia le cose filino alla perfezione, se poi uno apre un giornale e trova solo fattacci e misfatti va a finire che si rintana in casa. Io propongo una iniezione di entusiasmo».
Ottimo programma di lavoro, signor direttore.
«Tra l’altro martedì saranno in pieno svolgimento i mondiali di sci alpino, in Colorado. Mi piacerebbe raccontare che tra gli azzurri sta spuntando un nuovo Tomba».
Ma non è vero, dai.
«Beh, Paris e Gross sono due vincenti. E comunque ho imparato sulla mia pelle che ai giornalisti l’esagerazione non dispiace…». 

di Leo Turrini

 

Un giornata in redazione affiancato da due vicedirettori

Dopo Martina Colombari che ha aperto in gennaio le danze, Alberto Tomba sarà il prossimo ‘direttore per un giorno’ del Resto del Carlino, martedì, nell’ambito delle iniziative che il nostro giornale ha varato per festeggiare il 130esimo compleanno.Chissà se uno come lui, che ha vinto tre olimpiadi, due mondiali, cinquanta gare e nove coppe del mondo (una assoluta e otto di specialità), proverà un’emozione speciale nell’affrontare la scelta delle notizie da pubblicare, nel vedere quanto frenetico può essere il nostro mestiere.
Non sarà solo, in questo nuovo ruolo: un lettore del nostro giornale avrà l’occasione di affiancarlo come vicedirettore. La scelta è già stata fatta dallo stesso Tomba, tra i nomi di coloro che che hanno inviato entro il 5 febbraio una mail all’indirizzo 130@ilrestodelcarlino. it, motivando i perché della loro candidatura.
Un secondo ‘vicedirettore’ è satto indicato dal partner che sostiene i primi cinque appuntamenti della nostra iniziativa, ovvero la Banca di Bologna, grazie alla quale il ‘direttore per un giorno’ potrà contribuire a un fine benefico: per ogni personaggio saranno devoluti cinquemila euro a un progetto o a un ente di solidarietà. In tutto, alla fine del 2015, saranno donati 75mila euro.

 

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