Nella facciata ventilata c'è un’intercapedine tra parete perimetrale e rivestimento
Nella facciata ventilata c'è un’intercapedine tra parete perimetrale e rivestimento

Quando si valuta l’efficienza energetica di un edificio, la facciata è una componente particolarmente importante da analizzare. Poiché ne rappresenta l’elemento direttamente a contatto con l’esterno, diventa fondamentale capire se può essere strutturalmente migliorata così da garantire minori dispersioni di calore. Quest’anno, in linea con gli obiettivi del governo in merito alla promozione di comportamenti responsabili e sostenibili per quanto riguarda il consumo di energia, sono diversi i bonus fiscali attivabili per affrontare questo tema. In particolare, ricorrere alla tecnica della facciata ventilata è diventato molto più facile in quanto si trova all’intersezione di diversi tipi di beneficio fiscale previsti nella legge di bilancio e dal cosiddetto Decreto Rilancio. I bonus in questione sono il Superbonus 110%, l’ecobonus e il bonus facciate, ciascuno astrattamente applicabile alla creazione di facciate ventilate a patto di rispettare precisi parametri di spesa. Ci sono però requisiti sempre validi: in particolare, è condizione necessaria che l’intervento in questione avvenga su un edificio già esistente, che si vada a delimitare un volume riscaldato verso l’esterno, e che si rispettino i requisiti tecnici previsti dal decreto 26/06/2015 (i c.d. "requisiti minimi"). Questi ultimi coinvolgono anche le fonti regolamentari regionali perché sono calibrati sui valori limite delle trasmittanze termiche, diversificate per aree climatiche. In più, bisogna fare attenzione ai valori limite previsti che cambiano in base alla data di inizio dei lavori, così creando soglie differenti per lavori avviati prima dell’ottobre 2020.