CLAUDIO FERRI
Economia

Alluvione, rincari e parassiti "Oltre 350mila euro di danni È la prima stima per la mia azienda"

Minarelli di Budrio, produttore della Patata Dop di Bologna, con la varietà Primura "Non so ancora quali saranno le conseguenze sulla terra quando l’acqua si ritirerà".

Alluvione, rincari e parassiti  "Oltre 350mila euro di danni  È la prima stima per la mia azienda"

Alluvione, rincari e parassiti "Oltre 350mila euro di danni È la prima stima per la mia azienda"

di Claudio Ferri

Da lontano si intravedono delle macchie bianche e rosa in mezzo all’acqua stagnante: sono fenicotteri che stanno pasteggiando tranquillamente in un campo di patate sommerso, circondati da bins trasportati dall’acqua fuoriuscita dal fiume Idice, che ha rotto gli argini e ha allagato centinaia di ettari non solo coltivati a patate, ma anche a cipolle e cereali. A farne le spese molti produttori, tra cui Isacco Minarelli di Budrio che ha visto andare ‘in fumo’ decine di ettari e riuscirà a salvare solo una parte del raccolto.

"Da una prima stima – dice Minarelli – il danno complessivo nella mia azienda supererà i 350mila euro e non so quali saranno le conseguenze sulla terra quando l’acqua si ritirerà". Come lui altri produttori in zona, nel cuore produttivo della Patata Dop di Bologna (con la varietà Primura), un fiore all’occhiello della Bassa bolognese e la prima in Italia ad avere ottenuto la certificazione di Denominazione di origine protetta. In Italia le superfici investite sono variabili, ma una stima approssimativa parla di 33mila ettari, con flessioni in alcuni areali produttivi come l’Emilia Romagna a causa di un crescente fenomeno in cui parassiti come le elateridi (un minuscolo ’verme’ che deteriora il tubero, ndr) compromettono la sostenibilità economica – finanziaria del settore.

L’Unapa, Unione Nazionale tra le Associazioni dei Produttori di Patate, evidenzia inoltre rincari energetici e dei mezzi tecnici che hanno prodotto un aumento dei costi di produzione. "Questo contesto, unitamente alle difficoltà agronomiche legate alla sempre maggiore indisponibilità di efficaci mezzi di difesa – spiega l’Unione – sta progressivamente indirizzando le aziende agricole verso altre colture, in particolare cereali e seminativi". Per contenere i danni dai parassiti la patata richiede rotazioni poliennali, ovvero essere coltivata in superfici che per alcuni anni non abbiano ospitato il tubero e questo dettaglio agronomico pesa sulle spalle degli agricoltori. La perdita di superfici dovuta all’esondazione del fiume Idice, infine, quest’anno peserà probabilmente sull’offerta di patate.

L’area di coltivazione della Primura, unica varietà della Patata di Bologna DOP, è principalmente tra i due fiumi Sillaro e Reno all’interno di una determinata zona che comprende i Comuni di Budrio, Castenaso, Ozzano dell’Emila, San Lazzaro di Savena, Castel San Pietro Terme, Castel Guelfo di Bologna, Medicina e Molinella.