Birra traino per l’agroalimentare di qualità nei locali

Ricerca di Nomisma per Osservatorio Birra e Agronetwork.

Birra traino per l’agroalimentare di qualità nei locali

Birra traino per l’agroalimentare di qualità nei locali

L’effetto birra sull’agroalimentare italiano fuori casa? È di tutto rilievo. A misurarlo è una ricerca realizzata da Nomisma per Osservatorio birra e Agronetwork che ne racconta i consumi nel canale horeca attraverso il punto di vista di un campione di 1.000 consumatori e di 100 professionisti. L’anno scorso fuori casa e birra sono cresciuti insieme: al +39% dei consumi agroalimentari fa eco il +21% di quelli della birra. Quando si ordina una birra, otto volte su 10 si sceglie di accompagnarla con cibo della tradizione italiana: con una pizza, per aperitivo con formaggi e salumi del territorio per esempio. La birra, quindi, si conferma un traino per la fetta di consumi agroalimentari nel fuoricasa che, stime NomismaIstat, nel 2022 vale 89,7 miliardi. Secondo gli addetti ai lavori dell`horeca, negli ultimi due anni il consumo di prodotti agroalimentari di alta qualità nei locali italiani è aumentato (44%). Il peso della birra nella ristorazione italiana pare destinato a crescere ancora: a sentire i gestori in quattro locali su 10 questa bevanda incide oggi tra il 10% e il 15% sul business e si prevede aumenti fino al 2025%. La birra è poi la bevanda più richiesta nei locali (59%), davanti alle bollicine (39%) al vino bianco (38%) e al rosso (34%). Otto consumatori su 10, poi, sostengono che la qualità dell`offerta delle birre sia fondamentale per la scelta del locale. Il 60% preferisce birra italiana.