MARCO PRINCIPINI
Economia

Caab, qualità e sicurezza "Frutta e verdura sono indispensabili per una vita sana"

L’allarme di Marcatili, presidente del Centro agroalimentare di Bologna "Negli ultimi cinque anni l’ortofrutta ha perso circa il 20 per cento" "Vogliamo prodotti ‘buoni e giusti’, per il consumatore e per la società" .

Caab, qualità e sicurezza  "Frutta e verdura  sono indispensabili  per una vita sana"

Caab, qualità e sicurezza "Frutta e verdura sono indispensabili per una vita sana"

di Marco Principini

Marco Marcatili, presidente del Caab, il Centro agroalimentare di Bologna, fa il punto sul mercato e, più in generale, sulla situazione del settore. Inevitabile, però, partire dai fatti più recenti: dalle alluvioni che hanno devastato l’Emilia-Romagna.

Per gli agricoltori romagnoli la situazione è disastrosa. Come si è risposto nell’immediato?

"Cercando di essere solidali. Siamo stati raggiunti da tante richieste, abbiamo messo a disposizione frutta e verdura e alcuni mezzi di trasporto per soccorrere le zone alluvionate. E grazie all’iniziativa di Rise Against Hunger e alla collaborazione di Fortitudo per il Sociale, abbiamo organizzato un grande evento di solidarietà: quasi duecento persone si sono dedicate a comporre kit alimentari destinati alla Romagna".

Quali gli effetti di mercato?

"Nell’immediato, le alluvioni hanno fatto alzare i prezzi. Caab è un ecosistema complesso, fatto di quasi 20 aziende, tra operatori di mercato e logistica, che lavorano nella piattaforma. Abbiamo tutti convenuto su un punto: il nostro compito era calmierare i prezzi il più possibile. Perché Caab è innanzitutto una piattaforma pubblica, che si preoccupa del valore sociale che può generare".

Si sono generate difficoltà sulle forniture?

"Da Caab passano oltre 240mila tonnellate di frutta e verdura all’anno. Le alluvioni hanno inciso in modo molto limitato. L’ortofrutta ha filiere lunghe e grandi possibilità di approvvigionamento, gli operatori di mercato hanno subito riorientato le catene di fornitura, garantendo la presenza dei prodotti sul mercato e tutelando i consumatori da aumenti dei prezzi ancora maggiori. Ovviamente, se guardiamo al medio termine, i rischi per i territori danneggiati sono innegabili".

Quali rischi?

"Ci sono frutteti che hanno subito danni tali da non potere ricominciare a produrre a breve. Ci vorranno anni. Il rischio di rimanere tagliati fuori dalle filiere c’è. Caab, però, garantisce il massimo dell’attenzione al territorio. I nostri operatori sono specializzati nel selezionare le migliori produzioni ortofrutticole del territorio nazionale, oltre l’80% della frutta e della verdura viene dagli areali di maggior qualità del Paese. Da parte nostra, quindi, garantiremo il massimo della responsabilità. Alcuni operatori dell’ortofrutta hanno voluto brandizzare le produzioni ortofrutticole romagnole così da renderle riconoscibili al consumatore, che può orientare le proprie scelte di acquisto".

Quale il ruolo delle istituzioni su questo fronte?

"Serve mettere a disposizione risorse e strategie per la ripartenza di un territorio che ha un ruolo di grande rilievo nel settore primario del Paese. Serve un percorso che miri a reintegrare i contesti produttivi colpiti nelle filiere del valore".

Allargando lo sguardo, che periodo è per l’ortofrutta?

"Un periodo difficile. Basti pensare che nell’ultimo anno i consumi sono scesi del 10%. L’esplodere dell’inflazione ha inciso parecchio, orientando i consumi verso generi alimentari diversi: più carboidrati, meno frutta".

I trend mostrano che non la questione non si limita all’ultimo anno.

"Infatti, negli ultimi cinque anni l’ortofrutta ha perso circa il 20%. È un segnale preoccupante, davanti al quale bisogna reagire".

Come si reagisce?

"Serve una cultura dell’alimentazione che renda chiaro il contributo di frutta e verdura in termini di benessere, salute. Frutta e verdura sono gli ingredienti per uno stile di vita sano e sostenibile. Troppo poco ancora troviamo di frutta e verdura fresche al ristorante, troppo poco nelle mense aziendali e scolastiche, si è poco consapevoli. È necessario accendere un faro su questi temi, con iniziative che tengano insieme tutti gli stakeholders, dalla sanità fino alle organizzazioni che rappresentano agricoltori e commercianti, coinvolgendo famiglie e scuole. Anche Caab sta iniziando ad attivarsi su questo fronte".

In che modo?

"Intendiamo proporre un’alleanza che metta al centro la filiera dell’ortofrutta, massimizzando i vantaggi per la società. Di questo vogliamo parlare anche con la grande distribuzione, a cui siamo in grado di proporre un modello di valori ben precisi. Per noi è centrale il tema della sicurezza alimentare. Al Caab si eseguono oltre 100mila controlli l’anno su frutta e verdura, siamo in grado di fornire grandi quantità, garantendone la qualità e senza mai rinunciare a un approccio sostenibile: dalla filiera del lavoro, che presto certificheremo, fino all’energia rinnovabile che già oggi alimenta la struttura. Il prodotto che vogliamo è ‘buono e giusto’, per il consumatore e per la società".

Dal punto di vista commerciale, quali sono i punti forti di Caab?

"Qualità del prodotto, qualità del servizio. Caab è in grado di garantire entrambe le cose. Offriamo elevata qualità per ogni quantità di frutta e verdura, dal dettagliante al supermercato. Siamo l’unica piattaforma in Europa il cui sistema igienico-sanitario ha ottenuto certificazione Sgs, e siamo quindi un benchmark quanto a sicurezza alimentare. I clienti dei nostri operatori di mercato apprezzano molto il servizio di carico e scarico, unico in Italia a essere centralizzato e organizzato digitalmente. Ai nuovi buyers offriamo condizioni molto favorevoli: ingresso gratuito, servizio di facchinaggio. Ma soprattutto siamo una piattaforma orientata intorno ai valori e i partner commerciali ce lo riconoscono".