LORENZO FRASSOLDATI
Economia

Risorse per ripartire "Servono interventi nazionali ed europei E velocemente"

L’assessore regionale Alessio Mammi: "Colpito da alluvione e frane quasi il 39 per cento dei comuni. Abbiamo messo in campo oltre 21 milioni di nostre risoerse, ma non sono sufficienti".

Risorse per ripartire  "Servono interventi  nazionali ed europei  E velocemente"

Risorse per ripartire "Servono interventi nazionali ed europei E velocemente"

di Lorenzo Frassoldati

Assessore Alessio Mammi, agricoltura dell’Emilia Romagna ferita dalle alluvioni…ma quanto? Facciamo il punto della situazione.

"Su 330 Comuni dell’intero territorio regionale, quasi il 39% è stato colpito dagli eventi dello scorso mese di maggio: allagamenti, frane e piogge alluvionali. Le aziende agricole presenti sul territorio coinvolto sono quasi 21mila. Nei comuni colpiti operano 41mila addetti in ambito agricolo e agroalimentare, compresa la pesca, e rappresentano il 55% nell’intera regione. In un’area così vasta i danni sono ancora in corso di rilevazione, e per alcune colture bisognerà capire quali sono stati gli effetti del tempo passato sotto l’acqua. Infatti alla perdita dell’anno vanno aggiunte le perdite di produttività futura per moria di piante e animali, perdita di superficie agricola per le frane e danni ai mezzi, attrezzature, scorte e strutture, più i danni di tutta l’agroindustria".

Quali strumenti e risorse sta mettendo in campo la Regione e cosa chiedete al Governo?

"In ambito agricolo la Regione ha stanziato 15 milioni di euro del Piano di Sviluppo Rurale 2014-22 per il ripristino fondiario, di impianti e attrezzature danneggiati. Per gli stessi obiettivi sulla programmazione dello Sviluppo Rurale 2023-2027 verrà attivato un nuovo intervento di 6 milioni di euro. Con fondi regionali, abbiamo messo a disposizione degli Agrifidi altri 1,2 milioni di euro per abbattere i tassi di interesse. ISMEA in accordo con la Regione ha dato il via a MIA, un sistema di prestiti fino a 30 mila euro per le imprese agricole, che abbatte i tassi di interesse per tutto il periodo di emergenza. Si tratta di risorse non sufficienti; servono interventi nazionali ed europei, che devono arrivare velocemente".

Quali i settori più colpiti? Rischiano anche le nostre produzioni di eccellenza?

"La zona interessata dall’alluvione è un’area particolarmente vocata alla coltivazione di ortofrutta e vite. L’Emilia-Romagna è la seconda regione produttrice di ortofrutta in Italia, e rappresenta in termini di volume il 15% dell’ortofrutta nazionale. Secondo i dati del Centro Servizi Ortofrutticolo le coltivazioni colpite dall’alluvione sono il 45% circa della superficie ortofrutticola e viticola regionale, pari a quasi 80mila ettari. La zona peraltro era già stata colpita da pesanti perdite dovute a gelate tardive e grandinate nel mese di aprile, che hanno provocato ingenti perdite di prodotto. Già da diversi anni il comparto ortofrutticolo dell’Emilia-Romagna è in grave sofferenza soprattutto a causa degli effetti dei cambiamenti climatici, ai quali si aggiungono i numerosi problemi causati dalle fitopatie. L’Emilia-Romagna sta cercando di fare la propria parte anche per questa altra emergenza. Riproporremo il bando per finanziare i sistemi antibrina per 4,6 milioni di euro. Abbiamo chiesto al Governo un’adeguata copertura finanziaria del fondo di solidarietà per intervenire anche in deroga al piano assicurativo e in modo complementare al nuovo strumento di copertura Agricat".

Le cooperative agricole di Italia, Spagna e Francia chiedono un cambiamento radicale nelle proposte legislative comunitarie sulla riduzione dell’uso dei prodotti fitosanitari. Inoltre, si chiede anche che l’Europa vieti l’ingresso nell’UE di qualsiasi prodotto proveniente da un Paese in cui è consentito l’uso di prodotti fitosanitari vietati nell’UE e metta in pratica il principio di reciprocità attraverso un regolamento ad hoc.

"Da tempo sono noti gli obiettivi di riduzione di input chimici in agricoltura della strategia europea Farm to Fork, con riferimento in particolare alla riduzione del 50% dell’uso di pesticidi. Di fronte a queste richieste è necessario dotare gli agricoltori dei giusti strumenti di difesa e tutela delle piante, altrimenti il rischio reale è che le fitopatie abbiamo un effetto devastante sulle produzioni. Stiamo lavorando perché l’Emilia-Romagna possa diventare la Regione di riferimento europeo sulle biotecnologie in grado di migliorare la resistenza delle piante agli attacchi da agenti esterni. L’Europa deve però garantire reciprocità: se gli agricoltori europei devono applicare tecniche produttive sostenibili, allora le stesse condizioni vanno pretese da quei paesi che esportano frutta e verdura nei confini Ue".

Quali le linee innovative del Psr 2023-27 in particolare nella lotta al cambiamento climatico?

"I cambiamenti climatici impattano in misura crescente sulle produzioni agricole con l’aumento dell’intensità e della frequenza di avversità atmosferiche come le ondate di calore o le ripetute gelate tardive dell’ultimo triennio, e in modo indiretto con il diffondersi di fitopatologie e di specie nocive. L’alluvione è stata una tragedia di portata immane, e per paradosso il livello di guardia per la siccità rimane comunque alto. Nel Piano di Sviluppo Rurale 2014-2022 in via di conclusione abbiamo impegnato per la sostenibilità ambientale 682 milioni di euro, di cui l’89% è già stato pagato alle imprese. Nel nuovo Sviluppo Rurale 2023-2027 abbiamo messo a disposizione delle misure dedicate ad ambiente e clima 404 milioni di euro: diversi bandi su agroambiente sono già stati pubblicati. La Regione inoltre assieme ai Consorzi di Bonifica ha in disponibilità quasi 700 milioni di euro per investimenti: un vero e proprio Piano Marshall dell’idrico per manutenere la rete esistente e fare investimenti, garantendo uno stoccaggio fino a 80100milioni di metri cubi di acqua, in piccoli invasi aziendali e nella progettazione di un invaso territoriale in val d’Enza, zona vocata alla produzione di Parmigiano Reggiano".