Riutilizzo dei rifiuti, l’Italia tra i virtuosi d’Europa

Milano e Parma tra le città che hanno fatto grandi passi avanti negli ultimi anni.

Riutilizzo dei rifiuti, l’Italia tra i virtuosi d’Europa

Riutilizzo dei rifiuti, l’Italia tra i virtuosi d’Europa

L’Italia è a buon punto sugli obiettivi di riciclo e riutilizzo dei rifiuti urbani fissati dall’Unione europea per il 2025. Anzi, con Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi e Slovenia, il Belpaese si trova addirittura nella lista dei nove Stati più virtuosi, in grado di riciclare il 55% dei rifiuti solidi urbani entro la scadenza pattutita. Secondo i dati contenuti nella relazione della Commissione europea, infatti, nel 2020 l’Italia era già a quota 51% e si presume stia proseguendo su quella strada. Magari con qualche accelerazione in alcuni settori specifici come i rifiuti in discarica (20,1% rispetto al target del 10%), il riciclo degli imballaggi (72,8% sul target del 65%), il riciclo della plastica da imballaggi (43,8% sul 50%). La relazione dà conto di punte di eccellezza a Milano, dove la raccolta dei rifiuti organici è passata da 28 chili pro capite del 2011 a 95 del 2021, e a Parma, dove la differenziata porta a porta è salita in quattro anni dal 48,5% al 72%. Il corretto smaltimento e riutilizzo dei rifiuti è una questione molto sentita dalle istituzioni europee, in termini sia di sostenibilità ambientale, sia di oppurtunità occupazionali. Secondo le stime di Bruxelles, ogni anno gli europei generano in media 530 chili di rifiuti urbani pro capite che rappresentano "uno dei flussi più complessi da gestire".