CLAUDIO FERRI
Economia

Romagna, nel 2022 raccolto a +30% Ma in Italia la produzione è calata E i costi fanno aumentare i prezzi

Secondo l’Arpo, in Emilia-Romagna sono circa 3.500 le aziende produttrici di extra vergine. La provincia che esprime i volumi maggiori è quella di Rimini, dove è il 56% della superficie a uliveti.

Romagna, nel 2022 raccolto a +30%  Ma in Italia la produzione è calata  E i costi fanno aumentare i prezzi

Romagna, nel 2022 raccolto a +30% Ma in Italia la produzione è calata E i costi fanno aumentare i prezzi

di Claudio Ferri

È prematuro fare una previsione produttiva del comparto olivicolo emiliano romagnolo, dopo un 2022 in cui – secondo l’Arpo, l’associazione regionale produttori olivicoli – in regione si è registrata un’impennata che ha superato il 30%. In Romagna, il principale areale produttivo, nelle province di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna l’incremento è stato evidente, anche se molto al di sotto della potenzialità produttiva: la forte siccità ha causato un’importante cascola e ha compromesso, in molti casi, il raggiungimento di una adeguata pezzatura delle olive.

A livello nazionale, invece, secondo le stime elaborate da Ismea in collaborazione con Italia Olivicola e Unaprol, la produzione 20222023 di olio di oliva in Italia si è attestata su 208 mila tonnellate. Con una flessione, rispetto alla campagna olearia precedente, del 37%.

Per la Puglia, che da sola rappresenta il 50% della produzione nazionale, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo ha stimato una produzione più che dimezzata (-52%), mentre l’annata del 2022 è stata complessivamente positiva nel Centro Italia: Toscana (+27%) e Umbria (+27%), a fronte di una flessione nelle Marche (-25%). L’Italia non è stata la sola a rilevare cali produttivi: la Spagna, ha perduto raccolto tra il 30 e il 50%.

Questo scenario e l’aumento dei costi in tutta la filiera ha causato un aumento dei prezzi dell’olio. Per ipotizzare come sarà l’annata occorre aspettare la fine della fioritura degli ulivi, fase che i tecnici descrivono delicata e che condizionerà i volumi produttivi: clima e condizioni meteo sono determinanti, specie alla luce dei recenti eventi estremi. Ma anche i possibili attacchi dei parassiti, tra cui la mosca olearia che deteriora la bacca, possono minacciare le colture.

La struttura del mercato dell’olio extra vergine prodotto in Emilia Romagna, secondo i dati dell’Arpo, è costituita da circa 3.500 aziende. La produzione aziendale è in parte destinata all’auto-consumo familiare (40-50%), in parte immessa sul mercato direttamente dalle singole aziende o attraverso strutture cooperative sul territorio.

I dati statistici dicono che la coltura dell’olivo si sviluppa nella regione Emilia Romagna su una superficie complessiva di circa 3.500 ha: il 56% in provincia di Rimini, la provincia che esprime i volumi maggiori. I dati relativi alle superfici investite sono soggetti a continui aggiornamenti, anche per l’allargamento degli areali produttivi come, ad esempio, quello bolognese.

"L’olivicoltura ha avuto un incremento esponenziale nel nostro territorio – dice Ermanno Rocca, presidente Rete Olio Extravergine Felsineo bolognese –. Siamo produttori che fanno rete e di anno in anno incrementiamo l’offerta". Il gruppo è composto da una decina di aziende olivicole di un territorio che si estende dalla città metropolitana di Bologna a sud della via Emilia, per un totale di superficie di quasi 200 ettari.