di Matteo Naccari Alessandro Malavolti, lei è il presidente di FederUnacoma: Eima torna in presenza, quali sono le aspettative? "Per noi è un motivo d’orgoglio poter presentare un’edizione dell’Eima in questo anno. Nessun altro organizzatore estero è stato in grado di realizzare nel 2021 una fiera della meccanica agricola, per mancanza di espositori e per difficoltà di carattere economico e logistico, quindi siamo l’unica fiera di settore di rilievo internazionale che si tiene nell’anno. Sono 1.350 le imprese presenti in rappresentanza di 40 Paesi, un numero davvero notevole se consideriamo che ancora per quest’anno alcuni importanti Paesi non possono prendere parte per le restrizioni al trasporto legate alle situazioni sanitarie". Il mercato delle macchine agricole è in ripresa, quali sono le chiavi di questo successo? "Il mercato è in forte crescita sia in Italia che all’estero, e questo è molto positivo anche per le nostre esportazioni soprattutto in Europa e Stati Uniti. Le ragioni di questa ripresa sono molteplici: abbiamo in Italia gli incentivi fiscali per macchinari con sistemi 4.0 che incoraggiano il mercato, ma ci sono anche ragioni di...

di Matteo Naccari

Alessandro Malavolti, lei è il presidente di FederUnacoma: Eima torna in presenza, quali sono le aspettative?

"Per noi è un motivo d’orgoglio poter presentare un’edizione dell’Eima in questo anno. Nessun altro organizzatore estero è stato in grado di realizzare nel 2021 una fiera della meccanica agricola, per mancanza di espositori e per difficoltà di carattere economico e logistico, quindi siamo l’unica fiera di settore di rilievo internazionale che si tiene nell’anno. Sono 1.350 le imprese presenti in rappresentanza di 40 Paesi, un numero davvero notevole se consideriamo che ancora per quest’anno alcuni importanti Paesi non possono prendere parte per le restrizioni al trasporto legate alle situazioni sanitarie".

Il mercato delle macchine agricole è in ripresa, quali sono le chiavi di questo successo?

"Il mercato è in forte crescita sia in Italia che all’estero, e questo è molto positivo anche per le nostre esportazioni soprattutto in Europa e Stati Uniti. Le ragioni di questa ripresa sono molteplici: abbiamo in Italia gli incentivi fiscali per macchinari con sistemi 4.0 che incoraggiano il mercato, ma ci sono anche ragioni di carattere strategico che inducono ad investire in agricoltura, visto che il settore primario è destinato a crescere considerevolmente nei prossimi anni e ha bisogno di tecnologie di nuova generazione. Il rinnovo del parco agromeccanico è da anni un tema centrale, e l’attuale boom del mercato contribuisce ad accelerare il ricambio, che resta ancora largamente insufficiente e che ha bisogno di ulteriori sostegni".

La carenza di materie prime può essere un ostacolo?

"Il problema delle forniture è molto serio. Al momento le nostre industrie stanno riuscendo a mantenere un buon ritmo produttivo per via delle scorte accumulate soprattutto di acciaio e

materiali ferrosi, ma fra qualche mese la situazione potrebbe farsi più critica. Il primo passo è sbloccare le esportazioni dalla Cina, che come noto è il maggiore fornitore per l’Europa e che ha deciso di convogliare la produzione verso il mercato interno per soddisfare la domanda crescente di materiali ferrosi, facendo impennare i prezzi delle commodity. Altrettanto preoccupante è la carenza di silicio per la produzione di componenti elettronici, fondamentali per la realizzazione dei dispositivi 4.0 che sono ormai parte integrante delle nostre macchine. Anche le forniture di plastiche, legate al costo delle materie petrolifere, e la bolletta energetica sono in crescita. Insomma, c’è molto lavoro da fare anche in sede politica per ristabilire condizioni che consentano alle nostre imprese di produrre in condizioni competitive".

Quali sono le sfide che chi lavora in agricoltura dovrà affrontare nei prossimi anni?

"L’agricoltura ha un compito di enorme importanza, perché deve soddisfare una domanda di beni alimentari che crescerà nei prossimi anni, ma deve farlo utilizzando le risorse naturali in modo parsimonioso e responsabile. L’emergenza climatica ha prodotto una carenza di acqua e una desertificazione di vaste regioni, e chi lavora in agricoltura avrà l’obbligo di produrre in modo sempre più sostenibile".

La sostenibilità ambientale è una parola d’ordine in tutti i comparti industriali, come si adattano le vostre aziende?

"Le nostre industrie producono macchinari e sistemi per la sostenibilità ambientale delle attività agricole, e hanno dunque il know how tecnico e insieme il senso etico per produrre esse stesse con il minor impatto ambientale possibile. Da anni sono in atto processi di rinnovamento degli impianti industriali, e sono in costante evoluzione i modelli di organizzazione della produzione che consentono di razionalizzare al massimo i fattori. Non c’è dubbio, però, che la transizione ecologica sarà una sfida impegnativa, un processo anche molto oneroso dal punto di vista economico".

Quali sono i principali temi che affronterà Eima?

"I temi riguardano naturalmente le applicazioni 4.0, le nuove tecniche agronomiche, l’evoluzione in campo motoristico, la formazione professionale per il settore. Tuttavia, credo che quest’anno gli incontri politici avranno un’importanza particolare. Siamo in fase di attuazione del Pnrr che prevede interventi per la meccanizzazione, e fra poche settimane si approva in via definitiva la nuova Politica Agricola Comunitaria. Abbiamo da rilanciare strumenti finanziari come i Piani di Sviluppo Rurale, insomma siamo in una fase molto delicata, nella quale è importante che il nostro settore possa dialogare col mondo politico e negoziare le proprie richieste".

L’economia sta vivendo un momento di euforia: durerà?

"L’economia è in recupero. Va detto però che anche sul biennio 21-22 che si prospetta favorevole incombono alcuni elementi d’incertezza, come le eventuali evoluzioni della pandemia in alcune aree del mondo, oppure lo scarto temporale fra domanda e offerta determinato dai tempi di consegna dilatati, i costi crescenti degli stoccaggi e della logistica, oltre ai prezzi crescenti delle commodity come già detto. Non dimentichiamo, tra gli aspetti critici che riguardano in particolare il nostro settore, il fatto che in questo momento le aziende soprattutto nei distretti produttivi del Nord soffrono la mancanza di personale, sia quello specializzato sia quello non specializzato. L’economia avrà un trend favorevole ma avrà oscillazioni determinate proprio da questo insieme di variabili".

Il futuro di Eima sarà sempre legato a Bologna?

"Eima è nata a Bologna, e non a caso. In questa città e in questa regione esiste da sempre un’agricoltura forte e un’industria meccanica e motoristica forte. Abbiamo in essere un contratto con l’ente fieristico per le prossime edizioni sino al 2030, e BolognaFiere sta realizzando un vasto programma di potenziamento del quartiere fieristico proprio per poter offrire ad Eima, anche in futuro, le strutture di cui ha bisogno".