FRANCESCO MORONI
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Frutticoltura: la tempesta perfetta "Sos costi, c’è bisogno di risorse"

Gianfranco Corradi, presidente di Confagricoltura Modena: crisi senza fine, siamo alla canna del gas. L’esempio dell’azienda Ferraresi: dalla produzione di pere e cereali alla scommessa sulle rinnovabili.

di Francesco Moroni

"Il comparto della frutticoltura, dopo sei anni un po’ disastrati, ora è entrato in quella che sembra proprio la tempesta perfetta". Gianfranco Corradi, presidente di Confagricoltura Modena, scatta la fotografia del momento guardando alle pesanti crisi che hanno investito il settore e provando a tracciare alcune prospettive per il futuro. "Ci sono diverse problematiche: in primis, c’è da ridisegnare tutta la parte assicurativa – puntualizza –. Troppi soldi sono gestiti male, spesso a favore delle compagnie di assicurazione e non degli agricoltori. Questi ultimi, al contrario, avrebbero bisogno di risorse in circolo, perché altrimenti alla fine non si ritrovano più nulla nelle tasche". Poi, chiaramente, c’è da fare i conti col discorso dei cambiamenti climatici. "I comparti frutticolo e vitivinicolo stanno vivendo una crisi, ma questi problemi ormai hanno assunto una forma strutturale, perché ci sono da trenta o quarant’anni – prosegue Corradi –. Serve elasticità, le aziende si trovano ad affrontare costi troppo alti e c’è bisogno di favorire la produttività". "Siamo alla canna del gas", aggiunge il numero uno di Confagricoltura con amarezza.

Non solo ombre, però, e così Corradi chiama in causa l’esempio virtuoso dell’azienda agricola Ferraresi, a Mirandola, partita con una vocazione al settore frutticolo – tra la produzione di pere e di cereali – e oggi capace soprattutto di sostenere lo sviluppo e la produzione energetica per il territorio circostante. "Nell’ultimo decennio abbiamo capito l’importanza di puntare sulle energie rinnovabili con un impianto a biogas (avviato ormai nel 2012, ndr) – spiega dall’azienda Giuseppe Bellini –. La filosofia è produrre ciò che chiede il tempo. Riusciamo a scaldare anche un polo scolastico". Energia elettrica e termica al servizio della comunità: così il teleriscaldamento diventa un’opportunità per tutti. "La crisi prodotta dalla guerra nell’ultimo anno, col conseguente boom dei prezzi energetici, ci fa capire che non dobbiamo essere legati a una versione arcaica e bucolica dell’agricoltura – continua Bellini –. Tutto ciò va nel senso delle comunità energetiche, su cui si sta cercando di puntare anche attraverso i fondi del Pnrr".

Nessun odore sgradevole nei dintorni, nessuna criticità. "Tornando alla nostra filosofia, non bisogna intestardirsi troppo e puntare solo sui prodotti locali – chiosa –. Qui ci sono tante eccellenze, dal Lambrusco all’aceto balsamico, fino alla frutta, ma anche la capacità di dare sostentamento energetico. Ci fa piacere essere un modello per tutto il territorio italiano, pieno di posti dove poter dar vita a realtà analoghe. A volte in questo Paese sono messe in piedi polemiche e paure ingiustificate, mentre credo che sia positivo rendersi conto di queste opportunità".