ANTONIO LECCI
Eventi

"Porto felicità ed emozioni nel mondo"

In-Grid, cantante di Guastalla: una carriera sfavillante iniziata con il grande successo ’Tu es foutu’. "Aiuto ospedali pediatrici e orfanotrofi"

"Porto felicità ed emozioni nel mondo"

"Porto felicità ed emozioni nel mondo"

Ingrid Alberini, in arte In-Grid, è una cantante reggiana che una ventina d’anni fa ha iniziato la sua carriera artistica con il successo di "Tu es foutu", arrivato in cima alle hit parade nazionali e non solo, con il motivetto utilizzato perfino come sottofondo per le passerelle di Miss Italia e per popolari spot pubblicitari. Nata nel 1973 a Guastalla, è sempre stata legata al mondo dello spettacolo, anche grazie al contatto diretto con l’attività dei genitori, a lungo gestori del cinema Centrale, nel centro guastallese. In Italia non ha avuto quel successo che invece ha conquistato nell’Europa dell’Est, dove le sue esibizioni – spesso proposte anche dalle tv nazionali – vedono la presenza di migliaia di spettatori.

Ingrid, un bilancio di 22 anni di carriera…

"Tralasciando gli ultimi quattro anni pieni di inaspettati colpi di scena, che nemmeno al cinema ci si sarebbe aspettati di vedere o addirittura di vivere, sono stati anni in cui mi sento di poter dire che ho portato un pochino di felicità in Paesi lontani. Quella felicità che si trova negli sguardi, nell’aggregazione pacifica, nello svago genuino e sano, nelle reazioni e nelle emozioni del pubblico che ogni volta ho incontrato. Portare un sorriso, un po’ di ironia, cosa che ha sempre contraddistinto la mia musica e le mie esibizioni. Far divertire fa stare bene anche me: è terapeutico".

A quali Paesi è particolarmente legata?

"Devo molto a quei Paesi lontani, come Uzbekistan, Kazakistan, Azerbaijan, Ucraina, Russia, poi Polonia e Messico, dove sono stata impegnata di recente. A loro dico grazie per avermi invitata, per l’accoglienza, l’ospitalità, grazie per aver mantenuto e trattenuto le tradizioni come un bene prezioso, grazie per le buone zuppe che ho gradito, fatte con l’amore che ci si metteva una volta, grazie per gli applausi gratificanti e la riconoscenza, ormai sempre più rara da queste parti. Da parte mia ce l’ho messa tutta per portare un po’ di allegria e spensieratezza, cantando con la voce del cuore".

In quei Paesi, però, si sta vivendo una situazione molto difficile…

"Ultimamente il mio cuore si è appropriato di un’ulteriore voce che si chiama coraggio. Quel coraggio che mi è servito per affrontare una sconvolgente epidemia e poi ciò che sta accadendo ora tra i Paesi in cui ho tanto viaggiato e che ho tanto amato. In questo coraggio, che viene dal cuore, c’è la mia filosofia di vita, che mi ha insegnato il confronto pacifico, l’equilibrio, la tolleranza, l’aiuto, il dialogo, la pazienza, l’umiltà, l’ascolto e poi tutto ciò che serve per la felicità, anche con ’un panino e un bicchiere di vino’. In questi anni di viaggi ho portato me stessa, e, grazie a quei popoli, sono diventata ancor più me stessa. Mi sono sentita infaticabile nel conoscerli, diventando un’instancabile osservatrice, curiosa di ogni aspetto o dettaglio, dalla cultura alle lingue, dalla storia alla geografia, fino ad arrivare ad addentrarmi in una foresta per assaggiarne le dolci fragoline di bosco".

Che tipo di brani propone?

"Le mie canzoni le ho chiamate Sirene, capaci con l’ironia di attirare per divertire, indurre al movimento, con testi che mettono in risalto i piccoli difetti dell’uomo. Il mio scopo è far vedere attraverso la voce, la presenza di un’oasi che non è un miraggio, ma un riparo vero e ristoratore. I miei concerti non si sono limitati soltanto alle canzonette. Ho avuto infatti tante opportunità di cimentarmi con sfide ben più difficili. Ho registrato un intero album in lingua Azera, ho trasformato canzoni tradizionali popolari dei Paesi dell’est in versione moderna, ultima tra le quali una in lingua Uzbeka. Mi sono esibita al santuario di Czestochowa con brani religiosi davanti a migliaia di pellegrini, ho cantato per summit di vari presidenti. Insomma, le esperienze davvero memorabili non sono mancate. Per non parlare di quelle umane, aiutando il più possibile ospedali pediatrici e orfanotrofi, in Paesi in cui ora accade ben altro, purtroppo".

I prossimi impegni?

"Dopo il tour in Messico, sarò in Romania e poi in Polonia. Si tratta perlopiù di grandi festival in palasport o arene, con artisti della fine degli anni Novanta e inizio anni 2000: musica prevalentemente dance, capace di trascinare a ballare migliaia di persone, essendo un genere con sonorità orecchiabili adatte a tutti. Tra i nuovi progetti c’è la stesura di un libro per bambini sulla mia vita. E in questo progetto ho accanto la mia adorata mamma Diana che, con tutta la sua esperienza come maestra della scuola materna Arcobaleno, prodiga di aneddoti sul mondo infantile, fa da amorevole supervisore. Spero che questo nuovo ’viaggio’ trovi l’abbraccio del pubblico dei piccoli, dai quali noi grandi abbiamo veramente molto da imparare".